5 Agosto 2026, mercoledì
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La Cgil chiama allo sciopero generale del 12 dicembre: “Una risposta alla manovra che non tutela lavoro e diritti”

Il sindacato guidato da Maurizio Landini annuncia una nuova giornata di mobilitazione nazionale contro la Legge di Bilancio. Al centro della protesta, salari, pensioni e welfare.

La Cgil torna a incrociare le braccia. Il 12 dicembre sarà sciopero generale: una giornata di protesta e di mobilitazione diffusa contro la Legge di Bilancio varata dal governo, giudicata “inadeguata” e “ingiusta” nella difesa dei diritti dei lavoratori, dei pensionati e del sistema di welfare. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea dei delegati, riunita a Firenze sotto la guida del presidente dell’Assemblea generale Fulvio Fammoni e del segretario generale Maurizio Landini.

Una scelta maturata dopo settimane di confronto interno, che segna una nuova tappa nel braccio di ferro tra il principale sindacato italiano e l’esecutivo. “Questa manovra – è il messaggio lanciato da Landini ai delegati – non risponde ai bisogni reali del Paese: non riduce le disuguaglianze, non sostiene il lavoro stabile e non difende il potere d’acquisto di salari e pensioni. È per questo che torniamo a mobilitarci”.

Lo sciopero generale, che coinvolgerà i principali settori pubblici e privati, sarà accompagnato da una rete di manifestazioni in numerose città italiane. Le modalità organizzative verranno definite nei prossimi giorni dagli organismi territoriali, ma l’impianto della protesta è già chiaro: un grande segnale politico e sociale per richiamare l’attenzione sulle scelte economiche del governo e sulle ricadute che, secondo la Cgil, rischiano di penalizzare le fasce più fragili della popolazione.

L’obiettivo dichiarato del sindacato è rimettere al centro dell’agenda pubblica il tema del lavoro e della redistribuzione. La Cgil contesta in particolare la mancanza di misure incisive contro la precarietà, l’assenza di un piano strutturale per il rinnovo dei contratti e la riduzione del cuneo fiscale, oltre alla scarsa attenzione rivolta ai servizi pubblici e alla sanità. “Non è una protesta ideologica – ha ribadito Landini – ma una battaglia per la dignità del lavoro e per una manovra che metta al primo posto le persone, non i conti”.

La data del 12 dicembre non è casuale: cade a pochi giorni dalla scadenza parlamentare per l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, un momento cruciale per esercitare pressione politica e sociale. In quella giornata, le piazze torneranno a riempirsi di bandiere rosse e striscioni, in un clima che si preannuncia di forte partecipazione.

Con questa iniziativa, la Cgil rilancia dunque la propria offensiva autunnale, dopo le manifestazioni regionali che nelle scorse settimane hanno anticipato il malcontento diffuso tra lavoratori e pensionati. Una protesta che si annuncia ampia e determinata, destinata a riaprire il confronto – e lo scontro – con il governo su salario, diritti e giustizia sociale.

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