1 Giugno 2026, lunedì
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Le nuove trappole della voce: così l’intelligenza artificiale moltiplica le truffe agli anziani

In Italia cresce il fenomeno delle frodi telefoniche: i malviventi clonano le voci dei familiari per chiedere denaro. L’arma più semplice per difendersi è il “codice di famiglia”, ma gli esperti avvertono: serve prudenza, non basta una parola segreta.

Negli ultimi anni, il telefono è diventato la porta d’ingresso di una delle truffe più insidiose e sofisticate del nostro tempo. Quella che un tempo era la classica “chiamata del finto nipote” oggi si è trasformata in un inganno ad alta tecnologia: grazie all’intelligenza artificiale, i truffatori riescono a clonare con impressionante precisione la voce di figli, nipoti o altri familiari, riproducendo inflessioni, accenti e persino esitazioni.

È sufficiente un breve campione audio, magari ricavato da un messaggio vocale, da un video pubblicato sui social o da una vecchia segreteria telefonica, per generare una copia vocale convincente. E quando dall’altra parte del filo un anziano sente una voce familiare che, in tono disperato, grida “Nonna, ho avuto un incidente, mi servono soldi subito”, il panico fa il resto.

La nuova era delle truffe vocali

Gli investigatori parlano di una vera e propria “rivoluzione del raggiro”. La tecnologia, capace di generare voci sintetiche indistinguibili da quelle reali, è diventata uno strumento alla portata di chiunque. Bastano pochi clic e un programma di clonazione vocale – molti dei quali facilmente reperibili online – per costruire un inganno quasi perfetto.

Il copione è sempre più rodato: il finto parente chiama in preda all’emergenza, chiede denaro con urgenza, promette di restituirlo subito e, a distanza di pochi minuti, un complice si presenta a casa della vittima travestito da avvocato, agente o corriere per ritirare il denaro o i gioielli.

Il “codice di famiglia”: una parola contro la paura

Per arginare l’ondata di truffe, molte famiglie italiane stanno adottando un sistema tanto semplice quanto ingegnoso: il “codice di famiglia”. L’idea, già diffusa negli Stati Uniti, consiste nello stabilire una parola o una frase segreta conosciuta solo dai parenti più stretti, da usare come chiave di autenticazione in caso di chiamate sospette.

Il meccanismo è elementare ma efficace. Se qualcuno telefona sostenendo di essere un figlio o un nipote in difficoltà, basta chiedere: “Qual è il nostro codice di famiglia?”. Una risposta esitante o errata può bastare per smascherare il truffatore.

Naturalmente, nessun sistema è infallibile. “Il codice di famiglia può essere utile, ma non è una garanzia assoluta”, avverte il maggiore Andrea Miggiano, comandante della Compagnia dei Carabinieri Roma Parioli, da anni impegnato nel contrasto alle truffe telefoniche. “Molte vittime forniscono inconsapevolmente ai truffatori dettagli personali durante la conversazione, facilitando l’inganno. L’importante è non agire mai d’impulso”.

Dalle voci clonate allo “smishing”: la truffa si evolve

Le tecniche dei malviventi si aggiornano con rapidità impressionante. Oltre alle voci clonate, si moltiplicano i casi di telefonate provenienti da numeri falsi, apparentemente riconducibili a commissariati o caserme, grazie a software capaci di “camuffare” l’origine della chiamata.

E non è finita. Nel 2025 si è affermata una nuova variante: lo smishing, ovvero le truffe via sms. I messaggi fingono problemi con pagamenti, spedizioni o conti bancari e invitano a cliccare su link che portano a siti trappola. In pochi istanti, le vittime vengono indirizzate verso pagine identiche a quelle ufficiali, dove inseriscono inconsapevolmente le proprie credenziali o autorizzano bonifici istantanei.

Queste tecniche eliminano il contatto diretto e consentono ai truffatori di operare a distanza, con flussi di denaro che diventano quasi impossibili da rintracciare.

Difendersi è possibile: le regole d’oro

Le forze dell’ordine ribadiscono alcune semplici ma fondamentali raccomandazioni. Mai fornire al telefono dati personali o bancari, mai cliccare su link ricevuti via sms o messaggistica istantanea, e mai consegnare denaro o oggetti di valore a sconosciuti.

In caso di dubbio, la regola è una sola: chiudere la chiamata e contattare subito le forze dell’ordine. È importante, inoltre, parlare apertamente in famiglia di questi rischi, soprattutto con gli anziani, e stabilire insieme un piccolo protocollo di sicurezza domestico.

La prevenzione, infatti, resta l’arma più efficace. La tecnologia corre, ma anche la consapevolezza può farlo. Diffondere informazioni, condividere esperienze e segnalare tempestivamente i tentativi di truffa sono i primi passi per impedire che la voce di chi amiamo diventi un’arma nelle mani dei truffatori.

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