La Corte d’Appello intermedia di New York ha annullato la maxi-sanzione civile da oltre mezzo miliardo di dollari inflitta a Donald Trump per frode. Una decisione che rappresenta una svolta clamorosa nel lungo braccio di ferro giudiziario che coinvolge il presidente degli Stati Uniti, tornato alla Casa Bianca sette mesi fa, e il suo impero immobiliare.
Il collegio di cinque giudici ha definito la condanna decisa in primo grado “eccessiva”, bloccando così l’esborso di oltre 515 milioni di dollari che il tycoon avrebbe dovuto versare. La sentenza originaria era stata emessa lo scorso anno dal giudice Arthur Engoron, che aveva riconosciuto Trump colpevole di aver gonfiato in modo sistematico e clamoroso i valori patrimoniali presentati a banche e compagnie assicurative.
Engoron aveva stabilito una sanzione iniziale di 355 milioni di dollari, cifra poi lievitata a oltre 515 milioni con l’aggiunta degli interessi. Considerando le multe imposte anche ai figli maggiori, Donald Jr. ed Eric, e ad altri dirigenti della Trump Organization, il totale aveva superato i 527 milioni di dollari.
L’annullamento da parte dell’Appello evita al presidente un colpo economico potenzialmente devastante, ma non lo libera da tutte le conseguenze. Restano infatti in vigore i divieti che impediscono a lui e ai suoi due figli di ricoprire incarichi di vertice in società per un periodo di alcuni anni.
Durante l’iter del ricorso, Trump era comunque riuscito a congelare il pagamento depositando una cauzione di 175 milioni di dollari. Una mossa che gli aveva consentito di guadagnare tempo e attendere la pronuncia della Corte d’Appello, ora giunta a ribaltare in larga parte il verdetto di primo grado.
La decisione non cancella l’accertamento della frode, ma ridimensiona drasticamente l’impatto finanziario sul patrimonio del presidente e sul futuro della sua organizzazione. Per Trump si tratta di una vittoria giudiziaria significativa in un momento politicamente delicato, che riapre interrogativi sugli equilibri fra magistratura, potere economico e scenario politico negli Stati Uniti.
