TEHERAN – Due persone uccise, almeno cinquanta arrestate e diversi civili feriti: è questo il bilancio di un’operazione condotta dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane nei pressi di Khash, nella provincia sudorientale del Sistan-Baluchistan. Secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale, gli arrestati sarebbero coinvolti in attività di spionaggio a favore del Mossad, il servizio segreto israeliano.
Le autorità iraniane riferiscono che gli scontri si sono verificati durante un’azione mirata contro quella che viene definita una rete di “mercenari”, accusata di collaborare a piani di sabotaggio, anche con l’uso di droni. “Cinque di questi soggetti, cittadini stranieri, hanno cercato di creare insicurezza e di compiere atti di sabotaggio. Alcuni sono riusciti a fuggire dal Paese attraversando i confini sudorientali”, si legge nella nota, rilanciata dall’agenzia di stampa Mehr.
Nel comunicato si fa inoltre riferimento al coinvolgimento di alcuni abitanti locali, che avrebbero appoggiato i sospettati e sarebbero rimasti feriti negli scontri con le forze di sicurezza.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Teheran e Israele, con il governo iraniano che accusa da tempo i servizi segreti israeliani di infiltrazioni e operazioni clandestine sul suo territorio, specialmente nelle regioni più instabili e periferiche come il Sistan-Baluchistan, da sempre teatro di scontri e attività di gruppi armati.
Al momento, non sono state diffuse ulteriori prove o dettagli indipendenti sulle identità delle persone arrestate né sulla natura delle operazioni che avrebbero tentato di portare a termine.
