3 Luglio 2026, venerdì
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Referendum 2025: oltre 67mila fuorisede ammessi al voto. Cittadinanza e lavoro al centro della consultazione

Autorizzati a votare fuori dal proprio Comune studenti, lavoratori e cittadini domiciliati temporaneamente altrove. Chiare le posizioni del fronte progressista sui cinque quesiti referendari.

Partecipazione garantita anche lontano da casa. In vista dei referendum dell’8 e 9 giugno 2025, sono 67.305 gli elettori fuorisede che potranno votare nel Comune in cui si trovano temporaneamente domiciliati.
Una misura che consente di ampliare concretamente la partecipazione democratica, soprattutto tra giovani e lavoratori spesso esclusi dalle urne per motivi logistici.

Nel dettaglio, tra gli elettori autorizzati al voto fuori sede figurano 38.105 studenti, 28.430 lavoratori e 770 persone che si trovano fuori dal proprio Comune per cure mediche. Le città che ospitano il maggior numero di votanti sono Milano (10.980), Roma (9.890), Torino (9.691), Bologna (7.785) e Firenze (2.389).

Per accogliere questa platea, sono state costituite 51 sezioni elettorali speciali nei Comuni in cui sono state presentate almeno 800 richieste. Nello specifico: 12 sezioni a Torino, 11 a Milano, 9 a Bologna, 7 a Roma e 2 a Firenze. Dove non sono state istituite sezioni dedicate, gli elettori saranno assegnati ai seggi ordinari.

I cinque quesiti referendari

I referendum propongono l’abrogazione parziale di norme su temi centrali per la vita civile e lavorativa. Ecco su cosa saranno chiamati a esprimersi gli elettori:

  1. Cittadinanza – Ridurre da 10 a 5 anni il tempo minimo di residenza per richiedere la cittadinanza italiana.
  2. Licenziamenti – Reintrodurre l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, con il reintegro in caso di licenziamento illegittimo.
  3. Tutele nelle microimprese – Cancellare il limite massimo ai risarcimenti per i licenziamenti senza giusta causa nelle aziende con meno di 16 dipendenti.
  4. Contratti a termine – Reintrodurre l’obbligo di indicare una causale anche per i contratti a tempo determinato inferiori ai 12 mesi.
  5. Sicurezza sul lavoro – Ripristinare la responsabilità solidale del committente in caso di infortuni nell’ambito degli appalti e subappalti.

Le posizioni del fronte progressista

Le principali forze politiche e sociali progressiste hanno espresso un sostegno convinto a tutti e cinque i quesiti referendari, ritenendoli strumenti fondamentali per restituire centralità ai diritti del lavoro, rafforzare le tutele per i più vulnerabili e favorire un modello di cittadinanza più moderno e inclusivo.

Tra i sostenitori figurano forze politiche del centrosinistra e movimenti civici, che hanno sottolineato come questi referendum offrano un’opportunità concreta per correggere storture introdotte negli anni precedenti, in particolare nei settori del lavoro e della sicurezza.

Ampio il sostegno anche da parte di sigle sindacali e associazioni, che considerano le proposte referendarie essenziali per ristabilire un giusto equilibrio tra le esigenze dell’impresa e i diritti delle persone.

In un contesto in cui il distacco dalla politica è in crescita, la partecipazione dei fuorisede rappresenta una novità positiva e un segnale di rinnovato interesse civico. Con il voto dell’8 e 9 giugno si apre una finestra importante per incidere direttamente su alcune delle questioni più rilevanti del presente e del futuro del Paese.

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