Roma, 31 maggio 2025 – In una piazza gremita e animata da striscioni, cori e bandiere, il Partito Democratico si unisce alla mobilitazione nazionale contro il disegno di legge Sicurezza promosso dal governo. Una delegazione ufficiale del partito, composta da Francesco Boccia, Cecilia D’Elia, Antonio Nicita, Matteo Orfini e Andrea Casu, ha preso parte oggi alla manifestazione a Roma per ribadire una posizione chiara e netta: no a politiche che comprimono le libertà civili e alimentano il clima di paura nel Paese.
«Siamo qui – dichiarano i rappresentanti dem – per dire che la sicurezza non si costruisce restringendo i diritti, ma rafforzando la coesione sociale, la giustizia e l’accoglienza. Questo disegno di legge è l’ennesimo tentativo di dividere il Paese, criminalizzando la solidarietà e militarizzando le periferie.»
La manifestazione, promossa da un vasto fronte di associazioni, movimenti e realtà civiche, ha attraversato le strade del centro romano per contestare i contenuti di un provvedimento che prevede, tra le altre misure, l’inasprimento delle pene per occupazioni abitative, nuove restrizioni sul diritto di manifestare e l’ampliamento dei poteri delle forze dell’ordine in ambito urbano.
Per il Partito Democratico, la presenza in piazza è un segnale politico che va oltre la semplice opposizione parlamentare. «Difendere la democrazia significa stare dove i diritti vengono messi in discussione, non solo nei palazzi, ma anche tra le persone. La sicurezza non può essere una bandiera ideologica da brandire contro i più fragili» ha aggiunto Francesco Boccia.
Anche Cecilia D’Elia ha sottolineato la necessità di contrastare una deriva autoritaria che, a suo avviso, sta prendendo piede con norme “che riducono lo spazio pubblico e colpiscono chi dissente”.
In un clima di crescente tensione sociale, la partecipazione del PD alla manifestazione odierna si inserisce in un più ampio impegno politico del partito per rilanciare una visione alternativa del Paese: inclusiva, democratica e orientata alla tutela dei diritti fondamentali.
Il corteo si è concluso nel primo pomeriggio con un appello unanime: fermare il disegno di legge prima che diventi legge dello Stato. E il Partito Democratico, oggi più che mai, ha voluto esserci – dalla parte di chi resiste.
