27 Ottobre 2026, martedì
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Naufragio del veliero Bayesian, il rapporto britannico: “Il marinaio di guardia era distratto dai social”

Le conclusioni dell’inchiesta mettono in evidenza gravi carenze nella sicurezza dell’imbarcazione e comportamenti negligenti da parte dell’equipaggio.

Un comportamento negligente da parte del personale di guardia e gravi lacune nella progettazione e nella gestione della sicurezza dell’imbarcazione: sono questi i principali fattori che, secondo il rapporto finale del Marine Accident Investigation Branch (MAIB), hanno portato al naufragio del veliero Bayesian, avvenuto lo scorso anno al largo delle coste britanniche.

L’inchiesta dell’ente britannico ha ricostruito in dettaglio le fasi dell’incidente, avvenuto in condizioni meteorologiche avverse ma non eccezionali. Secondo quanto documentato, al momento dell’improvviso peggioramento del tempo, il marinaio di guardia non stava monitorando la situazione meteorologica né l’assetto dell’imbarcazione, ma era impegnato a girare video con il telefono cellulare, successivamente pubblicati sui social media. Questo comportamento ha ritardato l’attivazione dell’allarme e delle prime misure di emergenza.

Uno scafo vulnerabile al vento

Il rapporto sottolinea anche criticità strutturali legate alla stabilità del veliero. Il Bayesian era un’imbarcazione moderna, progettata per fini turistici, ma la sua architettura risultava particolarmente sensibile all’inclinazione in presenza di raffiche forti. Secondo i dati raccolti dai tecnici del MAIB, lo scafo si è inclinato di circa 90 gradi in soli 15 secondi, dopo un’improvvisa raffica di vento, cogliendo completamente impreparato l’equipaggio.

Questa vulnerabilità non era stata correttamente identificata né comunicata dall’armatore, e nemmeno l’equipaggio ne era consapevole. Le simulazioni di stabilità non avevano previsto scenari realistici di vento laterale, e i protocolli di emergenza a bordo non prevedevano una risposta efficace a una situazione del genere.

Ritardi nei soccorsi

Il ritardo nell’allerta ha contribuito anche a un rallentamento nei soccorsi, che sono stati attivati solo dopo che un’altra imbarcazione ha notato il distress del Bayesian e ha contattato le autorità marittime. Fortunatamente, non si sono registrate vittime, ma alcuni membri dell’equipaggio hanno riportato ferite e sintomi da ipotermia a seguito della lunga esposizione in mare prima dell’arrivo dei soccorsi.

Nel rapporto, il MAIB emette una serie di raccomandazioni rivolte sia all’armatore che al settore della navigazione da diporto. In particolare:

  • Miglioramento dei protocolli di formazione dell’equipaggio, con particolare attenzione alla gestione delle emergenze e all’utilizzo responsabile dei dispositivi elettronici durante i turni di guardia.
  • Revisione delle valutazioni di stabilità per imbarcazioni simili, affinché siano testate in condizioni realistiche di vento e mare.
  • Obbligo per gli armatori di condividere le limitazioni operative dell’imbarcazione con tutto il personale di bordo.

Il caso del Bayesian viene dunque assunto come esempio emblematico di come un mix di disattenzione umana, sottovalutazione del rischio e lacune progettuali possa trasformare una traversata apparentemente sicura in un incidente potenzialmente fatale.

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