29 Agosto 2026, sabato
HomeItaliaCronacaBari, tre missili Akeron nel furgone: arrestato un 46enne francese

Bari, tre missili Akeron nel furgone: arrestato un 46enne francese

Fermato al porto dopo lo sbarco da Patrasso, trasportava cinque contenitori con sistemi d’arma destinati alla Grecia. La difesa: «Operazione autorizzata dal ministero della Difesa francese, materiale inerte e privo di capacità offensiva». Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere dopo aver rilevato incongruenze nella documentazione.

Un viaggio che, sulla carta, avrebbe dovuto essere una semplice tratta internazionale per conto di un’azienda del settore della difesa si è trasformato in un procedimento giudiziario. È accaduto al porto di Bari, dove un cittadino francese di 46 anni è stato fermato dalla Guardia di Finanza con cinque contenitori destinati al trasporto di sistemi d’arma. All’interno, secondo quanto emerso dal verbale di sequestro, c’erano anche tre missili Akeron, sistemi anticarro prodotti dalla francese MBDA.

Il controllo risale al 9 giugno scorso, ma la notizia del fermo è emersa soltanto il 26 agosto. L’uomo era appena sbarcato a Bari da una nave proveniente da Patrasso, in Grecia, ed era diretto verso la Francia. Proprio durante i controlli effettuati sul furgone sono stati individuati i cinque contenitori.

La versione fornita immediatamente dal 46enne è stata quella di un trasporto professionale. L’uomo ha dichiarato di essere un autista di MBDA France e di essere stato incaricato dalla società di trasferire il materiale dalla Francia alla Grecia. A destinazione, secondo quanto riferito, sarebbe dovuta intervenire la società Altus LSA per effettuare attività di riparazione.

Il controllo e il sequestro

A insospettire i militari non sarebbe stata soltanto la presenza del materiale bellico, ma soprattutto la documentazione esibita per giustificarne il trasporto. Il conducente aveva con sé tre lettere di vettura internazionale, che nel verbale di sequestro vengono descritte come caratterizzate da indicazioni generiche in lingua francese e prive di una packing-list dettagliata.

L’ispezione dei contenitori ha portato alla scoperta di cinque sistemi d’arma anticarro: un tubo di lancio senza missile, un secondo contenente un missile da istruzione descritto come inerte e privo di sistema di guida, propulsione e testata, e altri tre contenitori con missili Akeron.

È proprio la classificazione del materiale ad aver assunto un peso centrale nell’inchiesta.

Sui tubi di lancio erano presenti bande blu, utilizzate secondo gli standard Nato per identificare materiale destinato all’addestramento e quindi privo della componente detonante. Nel corso degli accertamenti, tuttavia, sarebbe emerso che sotto il nastro blu compariva una colorazione Nato giallo-nera, associata al munizionamento ad alto esplosivo.

Un elemento che, agli occhi degli investigatori, avrebbe contribuito a rendere più delicata la vicenda e a mettere in discussione la natura del materiale trasportato.

Le autorizzazioni contestate

Il 46enne ha cercato di dimostrare la legittimità dell’operazione producendo documentazione commerciale, corrispondenza elettronica, fatture e un’autorizzazione rilasciata nel 2025 dal ministero della Difesa francese a MBDA France per attività riguardanti materiale bellico.

Secondo la ricostruzione della difesa, dunque, il trasporto non sarebbe stato clandestino né improvvisato, ma inserito in un’attività industriale autorizzata dalle autorità francesi e collegata a una destinazione militare in Grecia.

Il gip, però, avrebbe rilevato alcune incongruenze nella documentazione, in particolare per quanto riguarda date e timbri. A ciò si sarebbe aggiunta l’assenza delle autorizzazioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state necessarie sul territorio italiano per il transito del materiale.

Da qui la contestazione nei confronti dell’uomo, accusato di introduzione non autorizzata di armi da guerra, e la decisione di disporre la custodia cautelare in carcere.

La difesa: «Materiale inerte»

La difesa respinge però l’interpretazione secondo cui il 46enne avrebbe trasportato illegalmente armi operative.

In una nota, l’avvocato Schino sostiene che «il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia». Secondo il legale, inoltre, il materiale sarebbe costituito da «modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva».

La difesa sottolinea anche che MBDA France avrebbe messo a disposizione documentazione tecnica e giuridica ritenuta idonea a dimostrare la regolarità dell’operazione.

Il 46enne, secondo il suo legale, avrebbe collaborato fin dall’inizio con le autorità e continuerebbe a dichiararsi completamente estraneo a qualsiasi condotta illecita. «La difesa confida nel lavoro della magistratura barese», ha aggiunto l’avvocato, sottolineando la necessità di ulteriori accertamenti.

Un caso ancora da chiarire

Il punto centrale dell’inchiesta è dunque destinato a ruotare attorno a una questione tutt’altro che formale: quale fosse l’effettiva natura del materiale trasportato e se le autorizzazioni francesi fossero sufficienti a legittimarne il transito in Italia.

Da una parte c’è la ricostruzione dell’accusa, che ha portato al sequestro dei sistemi d’arma e alla custodia cautelare; dall’altra quella della difesa, secondo cui si trattava di materiale inerte, inserito in un trasferimento internazionale autorizzato e diretto verso una struttura Nato in Grecia.

Saranno ora gli ulteriori accertamenti della magistratura a stabilire se le anomalie riscontrate nella documentazione siano compatibili con una normale operazione logistica nel settore della difesa oppure rappresentino elementi tali da configurare un trasporto non autorizzato di materiale bellico.

Nel frattempo, il 46enne resta in carcere e la vicenda, partita da un controllo di routine al porto di Bari, si è trasformata in un caso che intreccia sicurezza, normativa sulle armi da guerra e autorizzazioni internazionali nel delicato settore della cooperazione militare.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti