29 Agosto 2026, sabato
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Bibione, 80enne gettato in laguna all’alba: «Sono sopravvissuto per miracolo»

Aggressione choc sul pontile: l’anziano denuncia di essere stato spinto in acqua da due giovani sconosciuti, poi fuggiti in auto. L’uomo si sarebbe salvato aggrappandosi a un palo. Le telecamere potrebbero aver immortalato la scena e gli investigatori sarebbero già sulle tracce dei responsabili.

Un gesto improvviso, violento e apparentemente senza alcun motivo. È quanto denuncia un uomo di 80 anni, originario di San Martino al Tagliamento, nel Pordenonese, che sostiene di essere stato aggredito all’alba mentre si trovava su un pontile affacciato sulla laguna di Bibione, in provincia di Venezia.

Secondo il racconto dell’anziano, raccolto dal Gazzettino, tutto sarebbe accaduto in pochi istanti. L’uomo si stava concedendo qualche momento di tranquillità durante la sua vacanza quando un’auto avrebbe raggiunto la zona del pontile. Dalla vettura sarebbero scesi due giovani sconosciuti che, senza rivolgergli la parola, lo avrebbero raggiunto alle spalle e spinto con violenza.

L’80enne sarebbe precipitato direttamente in acqua.

La lotta per tornare a riva

Per l’uomo, quei pochi secondi si sarebbero trasformati in una drammatica lotta per la sopravvivenza. Finito nella laguna, avrebbe cercato di mantenersi a galla nonostante lo spavento e la difficoltà a risalire sul pontile.

«Non so come, ma sono riuscito a tenermi a galla», avrebbe raccontato ancora sotto choc. La salvezza sarebbe arrivata grazie a uno dei pali di sostegno della struttura, al quale l’anziano sarebbe riuscito ad aggrapparsi. Con uno sforzo considerevole avrebbe quindi raggiunto nuovamente il pontile, mettendosi in salvo.

Nel frattempo, sempre secondo la sua ricostruzione, i due giovani si sarebbero allontanati rapidamente. Dopo la spinta sarebbero risaliti sull’auto, facendo perdere le proprie tracce.

L’allarme e le indagini

Una volta tornato all’asciutto, l’80enne avrebbe dato immediatamente l’allarme. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, che gli avrebbero prestato le prime cure per le escoriazioni riportate nell’aggressione e nella successiva caduta in acqua.

La denuncia ha quindi fatto scattare gli accertamenti investigativi. A rendere particolarmente importante il lavoro degli inquirenti potrebbe essere la presenza di alcune telecamere di videosorveglianza nella zona, che avrebbero ripreso quanto accaduto.

Secondo quanto riferito dal Gazzettino, le immagini sarebbero sufficientemente nitide da aver consentito agli investigatori di individuare il veicolo utilizzato dai due giovani e di risalire al suo proprietario. Gli accertamenti potrebbero inoltre permettere di identificare i presunti aggressori.

Resta da chiarire soprattutto il movente di un episodio che, se confermato nella dinamica denunciata dalla vittima, appare tanto inspiegabile quanto pericoloso: una spinta apparentemente gratuita che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, considerando l’età dell’uomo e il rischio concreto di annegamento.

Saranno ora le immagini delle telecamere, le testimonianze e gli ulteriori accertamenti investigativi a stabilire con precisione cosa sia accaduto su quel pontile alle prime luci dell’alba e quali responsabilità possano essere attribuite ai due giovani.

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