2 Agosto 2026, domenica
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Inflazione, frenata estiva ma non per tutti: energia regolata e trasporti tornano a correre

A luglio il tasso annuo scende al 2,8%, ma il rallentamento è trainato da alimentari freschi ed energia libera. In controtendenza bollette regolamentate e servizi di trasporto, che mostrano nuove pressioni sui prezzi.

A luglio l’inflazione in Italia mostra segnali di moderazione, ma con un andamento tutt’altro che uniforme tra le diverse voci di spesa. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 2,8% su base annua, in rallentamento rispetto al +3,0% di giugno.

La flessione del ritmo inflattivo è riconducibile principalmente a tre fattori. In primo luogo, si attenua la crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati, che passano dal +4,4% al +3,8%, contribuendo a ridurre la pressione sul carrello della spesa quotidiana. In secondo luogo, rallenta la dinamica degli energetici non regolamentati – che includono carburanti ed energia elettrica nel mercato libero – dal +13,3% al +10,6%. Infine, si registra una decelerazione nei servizi vari, il cui incremento annuo scende dal +2,5% al +1,8%.

Accanto a questi segnali distensivi, emergono tuttavia alcune aree di rinnovata tensione. Tornano infatti a crescere i prezzi degli alimentari lavorati, che passano da una lieve flessione (-0,2%) a un aumento dello 0,2%, indicando una possibile trasmissione dei costi lungo la filiera produttiva. Ancora più marcata è l’accelerazione degli energetici regolamentati, che balzano dal +9,2% al +14,9%, riflettendo dinamiche tariffarie e interventi amministrativi. In crescita anche i servizi relativi ai trasporti, che salgono dal +1,1% al +1,6%, segnalando una domanda ancora sostenuta nel periodo estivo.

Il quadro complessivo evidenzia dunque un’inflazione in rallentamento solo apparente: se da un lato si allenta la spinta di alcune componenti più volatili, dall’altro persistono pressioni significative in settori chiave, con implicazioni dirette per famiglie e imprese nei prossimi mesi.

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