Un richiamo netto al primato delle regole, un appello alla responsabilità della politica e una riflessione sul ruolo dell’informazione nella democrazia. Sergio Mattarella, intervenendo alla tradizionale Cerimonia del Ventaglio al Quirinale con i giornalisti e i rappresentanti dell’Associazione stampa parlamentare, ha tracciato una linea precisa: la solidità di uno Stato si misura dalla capacità di garantire principi condivisi, non dalla rincorsa alle esigenze del momento.
“Adattare le leggi ai comportamenti individuali significa abdicare allo Stato”, ha affermato il presidente della Repubblica, sottolineando come una società civile e ordinata debba fondarsi su un equilibrio chiaro: i cittadini sono liberi nelle proprie scelte, ma queste devono muoversi dentro il perimetro delle norme comuni.
Secondo Mattarella, invertire questo rapporto significherebbe trasformare la legge in uno strumento mutevole, modellato sulle singole situazioni e sui casi contingenti. “Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso – ha spiegato – non si rafforza la sicurezza, ma si decide l’abdicazione dello Stato”.
Un messaggio che arriva in una fase nella quale il confronto pubblico è spesso attraversato da contrapposizioni accese e da richieste di eccezioni alle regole generali. Il Capo dello Stato ha richiamato così il valore della certezza del diritto come elemento fondamentale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Europa e difesa comune: “Uno strumento per garantire la pace”
Nel suo intervento Mattarella ha affrontato anche il tema dello scenario internazionale segnato dai conflitti in corso. La costruzione di una difesa comune europea, ha spiegato, non deve essere letta come un progetto offensivo, ma come una scelta politica orientata alla stabilità.
“Non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra. Al contrario, è strumento per garantire la pace”, ha dichiarato il presidente della Repubblica, ribadendo che la sicurezza europea passa dalla capacità dell’Unione di assumersi responsabilità condivise in un contesto globale sempre più complesso.
Un’Europa più coesa sul piano della difesa, nelle parole del Capo dello Stato, non sarebbe dunque un fattore di escalation, ma una componente necessaria per rafforzare la prevenzione dei conflitti e la tutela della pace.
Il richiamo alla politica: meno aggressività, più responsabilità
Sul fronte interno Mattarella ha rivolto un invito alla classe politica affinché il confronto resti ancorato al rispetto reciproco.
“Mi auguro costantemente che la vita politica interna del nostro Paese si svolga nel reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e, a mio avviso, anche controproducente”, ha affermato.
Un passaggio rivolto soprattutto al clima di crescente polarizzazione che accompagna il dibattito pubblico. Il presidente ha evidenziato il rischio che la competizione politica finisca per oscurare le questioni concrete che riguardano la quotidianità dei cittadini.
Anche le tensioni elettorali, ha aggiunto, non dovrebbero sottrarre attenzione ai problemi reali del Paese né portare a una rappresentazione distorta della realtà. Per Mattarella, la politica deve mantenere il senso della misura e la capacità di distinguere il confronto democratico dalla contrapposizione permanente.
Informazione e democrazia: il nodo della televisione pubblica
L’ultimo capitolo dell’intervento è stato dedicato al ruolo dell’informazione, considerata dal presidente della Repubblica un pilastro indispensabile dei sistemi democratici.
“Nei sistemi democratici, il ruolo dell’informazione, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità”, ha sottolineato Mattarella, richiamando la necessità di garantire piena funzionalità al sistema radiotelevisivo pubblico.
Il Capo dello Stato ha quindi auspicato una soluzione alla situazione di stallo della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, definendo necessario superare una paralisi che rischia di indebolire un settore strategico per il pluralismo democratico.
Dal Quirinale arriva dunque un messaggio complessivo: le istituzioni devono restare salde, la politica deve recuperare responsabilità e l’informazione deve continuare a svolgere il proprio ruolo senza zone d’ombra. In un tempo segnato da rapide trasformazioni e forti tensioni, Mattarella richiama il valore della misura: perché una democrazia non vive solo di consenso, ma soprattutto di regole condivise.
