Eni archivia un secondo trimestre di forte espansione, confermando la solidità del proprio modello industriale e la capacità di generare valore anche in un contesto energetico complesso. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha registrato un utile netto adjusted di 2,33 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto agli 1,13 miliardi dello stesso periodo del 2025. Nel semestre, il risultato netto rettificato sale a 3,63 miliardi, segnando un incremento del 43% su base annua.
Numeri che hanno spinto il management a rafforzare ulteriormente la politica di remunerazione degli azionisti, con un aumento del programma di buyback a 3,4 miliardi di euro. Il mercato ha reagito positivamente: il titolo guadagna terreno a Piazza Affari, sostenuto dalla fiducia degli investitori.
Ebit in forte espansione, traina l’upstream
Nel dettaglio operativo, l’Ebit proforma adjusted del gruppo nel trimestre aprile-giugno si attesta a 5,38 miliardi di euro, raddoppiando rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e crescendo del 52% rispetto al primo trimestre. A guidare la performance è ancora una volta il segmento Exploration & Production, affiancato dal contributo delle attività gas e dei business legati alla transizione energetica.
Descalzi: strategia vincente e resiliente
“I risultati riflettono l’efficacia della nostra gestione industriale e finanziaria e crescono più rapidamente rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity”, ha commentato l’amministratore delegato Claudio Descalzi. Il manager ha sottolineato come la qualità degli asset e la diversificazione geografica stiano rendendo Eni una realtà sempre più resiliente e capace di sostenere la generazione di cassa nel lungo periodo.
Produzione in crescita e nuovi progetti chiave
La produzione di idrocarburi raggiunge quota 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, in aumento dell’11% su base omogenea. Un risultato sostenuto dall’avvio e dalla piena operatività di nuovi progetti in Africa occidentale, Golfo d’America, Norvegia e Indonesia.
La divisione E&P registra un risultato operativo proforma adjusted di 4,77 miliardi di euro, in crescita del 97% su base annua e del 42% rispetto al trimestre precedente, beneficiando di maggiori volumi, di un mix più profittevole e di una rigorosa disciplina sui costi, nonostante l’impatto sfavorevole del cambio euro-dollaro.
Cassa robusta e remunerazione in aumento
La forte generazione di cassa resta uno dei pilastri della strategia Eni. Nel trimestre, il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante raggiunge i 4,47 miliardi di euro, finanziando investimenti organici per 1,84 miliardi. La remunerazione complessiva agli azionisti si attesta a 1,35 miliardi, includendo il saldo del dividendo 2025 e l’avvio del buyback.
Il programma di riacquisto di azioni proprie viene incrementato di ulteriori 600 milioni, passando dai 2,8 miliardi annunciati dopo il primo trimestre ai 3,4 miliardi attuali, più del doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi. La politica di distribuzione prevede infatti il ritorno agli azionisti del 60% dei risultati superiori alle attese. A ottobre sarà inoltre valutata l’eventuale distribuzione di un dividendo straordinario.
Struttura finanziaria ai minimi storici
Sul fronte patrimoniale, Eni consolida ulteriormente la propria solidità. A fine giugno l’indebitamento finanziario netto si attesta a 11,3 miliardi di euro, con un gearing proforma pari al 10%, minimo storico e limite inferiore del target aziendale (10-15%). Una posizione che garantisce ampia flessibilità per sostenere crescita, investimenti e ritorni agli azionisti.
Portafoglio in evoluzione e transizione energetica
Prosegue anche l’ottimizzazione del portafoglio. È atteso a breve il completamento della cessione del 10% del giacimento Baleine, mentre una quota analoga nei blocchi del Kutei sarà valorizzata nel 2026 attraverso un’operazione separata.
Parallelamente, avanza la riconversione industriale dei poli chimici. A Priolo è stato costituito un veicolo dedicato alla realizzazione di una bioraffineria affiancata da un impianto per il riciclo chimico delle plastiche. A Brindisi sono invece partiti i lavori per un impianto di batterie al litio-ferro-fosfato destinato ai sistemi di accumulo per energie rinnovabili.
Con una strategia sempre più integrata tra upstream, transizione energetica e disciplina finanziaria, Eni rafforza così il proprio posizionamento come player globale capace di coniugare crescita, sostenibilità e creazione di valore nel lungo periodo.
