A distanza di giorni dal sisma del 31 luglio che ha scosso l’area dei Campi Flegrei, il territorio si muove tra primi segnali di normalizzazione e una gestione ancora intensa dell’emergenza. Il bilancio tracciato dalla Prefettura di Napoli, al termine del Centro Coordinamento Soccorsi, restituisce una fotografia articolata: 86 interventi già completati dai Vigili del Fuoco e altri 130 ancora in attesa, a testimonianza di una fase operativa tutt’altro che conclusa.
Le squadre, rafforzate con personale proveniente da diversi comandi della Campania, stanno intervenendo su edifici pubblici e privati. Tra le operazioni più delicate figura la messa in sicurezza della chiesa di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova, a Pozzuoli, simbolo di un patrimonio che il sisma ha messo a rischio insieme alla quotidianità dei residenti.
Sul fronte umano, si contano 144 nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni. La maggior parte ha trovato soluzioni autonome, mentre 88 persone – tra cui 17 minori – sono state accolte presso il Palatrincone. Per i soggetti più fragili, la Regione Campania ha attivato ulteriori misure, mettendo a disposizione il residence dell’Ospedale del Mare e strutture di assistenza territoriale. Anche il sistema alberghiero, attraverso Federalberghi, ha contribuito offrendo disponibilità di posti letto.
Intanto, arrivano segnali rassicuranti sul piano sanitario: le cinque persone ricoverate in seguito al terremoto risultano in miglioramento, secondo quanto riferito dall’Asl Napoli 2 Nord.
Un passaggio importante riguarda l’evoluzione del fenomeno sismico. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Vesuviano, ha comunicato ufficialmente la conclusione dello sciame sismico alle ore 11.59. Un dato che contribuisce a ridurre l’allarme, pur senza abbassare il livello di vigilanza in un’area storicamente fragile come quella flegrea.
Parallelamente, il sistema dei trasporti marittimi prova a ritrovare un equilibrio. Il porto commerciale di Pozzuoli, riaperto dopo le verifiche tecniche seguite allo stop imposto dalla Capitaneria di Porto, ha ripreso le attività con un ritmo ancora rallentato. La domenica di agosto, tradizionalmente caratterizzata da traffico intenso verso Ischia e Procida, si è invece aperta con flussi contenuti: poche auto in imbarco e assenza di code.
Il contrasto con quanto accaduto nelle ore precedenti al porto di Napoli – preso d’assalto dopo la chiusura dello scalo flegreo – evidenzia come il sistema stia gradualmente riequilibrandosi. Oggi l’area portuale di Pozzuoli appare ordinata, senza criticità evidenti, e gli imbarchi avvengono con tempi regolari.
La fase che si apre ora è quella della ricostruzione e del ritorno alla normalità, ancora fragile ma possibile. I numeri raccontano di un’emergenza sotto controllo, ma anche di un territorio che richiede attenzione costante, monitoraggio scientifico e interventi strutturali per affrontare una vulnerabilità che resta parte della sua natura.

