Nel pieno dell’estate e con milioni di italiani in viaggio, il caro-carburanti torna al centro del dibattito politico ed economico, rivelando un divario sempre più marcato tra quanto lo Stato incassa e quanto restituisce ai cittadini. Secondo i dati diffusi dal Codacons, nel solo mese di luglio le casse pubbliche hanno beneficiato di 2,9 miliardi di euro derivanti da Iva e accise applicate ai rincari dei carburanti.
Una cifra significativa che contrasta nettamente con l’entità degli interventi messi in campo dal governo per arginare l’aumento dei prezzi: appena 125 milioni di euro. Una misura che, nei fatti, appare insufficiente e soprattutto impercettibile per i consumatori. I prezzi alla pompa, infatti, continuano a viaggiare su livelli elevati sia nelle strade urbane sia in autostrada, dove anche la benzina ha ormai superato la soglia dei due euro al litro.
Il risultato è un quadro in cui gli sconti annunciati sembrano dissolversi prima ancora di arrivare ai distributori, lasciando gli automobilisti a fare i conti con rincari pieni proprio nei giorni più critici dell’esodo estivo. Un momento in cui la domanda cresce e il peso dei costi si fa più evidente.
A denunciare questa situazione è la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che in una nota critica duramente l’efficacia delle politiche adottate: secondo l’esponente pentastellata, il governo “preleva il massimo dalle tasche degli italiani per restituire solo una minima parte, utile più alla propaganda che a un reale sostegno”.
Nel mirino anche l’impostazione generale degli interventi, ritenuti incapaci di incidere strutturalmente sul problema del caro-carburanti. Per Appendino, le misure attuali si configurano come un “inganno finanziato dagli stessi cittadini”, mentre mancherebbero scelte incisive, a partire da una riduzione concreta e duratura delle accise.
Il tema resta dunque aperto: tra esigenze di bilancio pubblico e tutela del potere d’acquisto, il nodo carburanti continua a rappresentare uno dei banchi di prova più sensibili per l’azione di governo. E mentre i prezzi restano elevati, cresce la richiesta di interventi più tangibili, capaci di tradursi in benefici reali e immediatamente percepibili per gli automobilisti.
