Le liste d’attesa tornano al centro del dibattito politico piemontese. A riaccendere i riflettori sul tema sono Sarah Disabato, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Piemonte, e i consiglieri regionali Alberto Unia e Pasquale Coluccio, che puntano il dito contro la gestione della sanità da parte della Giunta guidata da Alberto Cirio, dopo la pubblicazione del Bollettino Agenas sul monitoraggio dei tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.
Secondo i rappresentanti del M5S, i dati confermerebbero una situazione già denunciata da tempo: gli interventi messi in campo dalla Regione non sarebbero ancora sufficienti a garantire ai cittadini un accesso rapido ed equo alle cure.
“Il monitoraggio Agenas conferma ciò che sosteniamo da anni: quanto fatto dalla Giunta Cirio nella gestione della sanità non basta”, affermano Disabato, Unia e Coluccio. “I cittadini continuano a fare i conti con difficoltà concrete nell’accesso alle prestazioni, mentre le liste d’attesa restano una delle principali criticità del sistema sanitario”.
Prime visite specialistiche: il Piemonte sotto la media nazionale
I numeri evidenziati dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle fotografano una distanza ancora significativa rispetto agli standard nazionali.
In Piemonte solo il 71,5% delle prime visite specialistiche viene garantito nei tempi previsti, contro una media italiana del 78,5%. Un dato che, secondo il M5S, significa che quasi tre cittadini su dieci non riescono a ricevere la prestazione nei tempi stabiliti, con possibili ripercussioni sulla tempestività delle diagnosi e dei percorsi di cura.
Nonostante un lieve miglioramento rispetto al passato, il Piemonte resta dunque al di sotto della soglia dell’80%, considerata un indicatore importante della capacità del sistema sanitario di rispondere alla domanda di assistenza.
Diagnostica: il Piemonte va in controtendenza
La situazione appare ancora più complessa sul fronte degli esami diagnostici.
Mentre il dato nazionale registra un miglioramento, passando dall’82,8% all’84,6%, il Piemonte segna invece un arretramento, scendendo dall’82,5% all’81,7%.
Un’inversione di tendenza che, secondo i consiglieri pentastellati, dimostrerebbe la necessità di un cambio di passo nella programmazione e nella gestione delle risorse sanitarie regionali.
“Basta annunci, servono risultati”
Per il Movimento 5 Stelle il tema delle liste d’attesa non può essere affrontato solo con annunci o interventi emergenziali, ma richiede una strategia strutturale capace di rafforzare il servizio sanitario pubblico, aumentare la capacità di risposta delle strutture e ridurre le disparità nell’accesso alle cure.
“Questi numeri raccontano una sanità piemontese ancora in difficoltà – sottolineano Disabato, Unia e Coluccio –. Troppi cittadini sono costretti a rivolgersi al settore privato per ottenere una prestazione in tempi ragionevoli oppure, in alcuni casi, rinunciano direttamente alle cure”.
L’attacco politico alla Giunta Cirio è netto: “È arrivato il momento di smettere di raccontare una realtà diversa da quella vissuta quotidianamente dai cittadini e di lavorare seriamente per abbattere le liste d’attesa. Il tempo delle parole è finito: servono risultati concreti”.
La partita della sanità piemontese resta dunque aperta e il tema dell’accessibilità alle cure continua a rappresentare uno dei principali banchi di prova per l’amministrazione regionale.
