La crisi della Cogne Acciai Speciali (Cas) di Aosta approda in Parlamento. La senatrice Elisa Pirro, coordinatrice del Movimento 5 Stelle in Valle d’Aosta, ha infatti depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro delle Imprese e del Made in Italy per fare piena luce su una situazione che intreccia criticità industriali, tensioni occupazionali e scenari strategici di rilievo nazionale.
Al centro dell’atto parlamentare, la richiesta di interventi urgenti per contenere l’impatto dei costi energetici – fattore sempre più determinante per la competitività del comparto siderurgico – e per assicurare il rispetto delle prescrizioni legate al Golden Power, in particolare sul fronte della tutela dell’occupazione e della continuità produttiva.
L’iniziativa sollecita inoltre un’accelerazione nell’attuazione, a livello nazionale, dello “Steel and Metal Action Plan” promosso dall’Unione europea. Un pacchetto di misure che punta a sostenere la transizione del settore attraverso strumenti come l’idrogeno verde e il meccanismo Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), ritenuti essenziali per proteggere l’industria europea dalla concorrenza internazionale e dai costi ambientali non uniformi.
«La Cogne Acciai Speciali rappresenta un presidio industriale strategico – sottolinea Pirro – non solo per la Valle d’Aosta, ma per l’intera sovranità industriale del Paese. In vista del prossimo tavolo di confronto previsto per settembre, ho chiesto la massima trasparenza sulle prospettive industriali e occupazionali».
Sul territorio, intanto, le ricadute sono già tangibili. L’azienda ha avviato la richiesta di contratti di solidarietà per 101 lavoratori e, per il terzo anno consecutivo, non è stato riconosciuto il premio di risultato. Le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm denunciano un progressivo deterioramento del clima aziendale, sfociato nello sciopero dell’8 luglio scorso, indetto dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo.
Fondata oltre un secolo fa, la Cas è oggi considerata un’eccellenza europea nella produzione di acciai inossidabili lunghi e leghe di nichel. Con oltre 1.100 dipendenti diretti e un indotto che coinvolge circa 1.500 persone, rappresenta il cuore produttivo della Valle d’Aosta. Tuttavia, nonostante l’ingresso nel 2022 del gruppo taiwanese Walsin Lihwa Corporation, che ha acquisito il 70% della società avviando una strategia di espansione globale, lo stabilimento di Aosta si trova ora in una fase di forte criticità.
I numeri confermano la gravità della congiuntura: nel 2025 la Cogne Acciai Speciali ha registrato una perdita di 60,9 milioni di euro, segnando un brusco peggioramento rispetto all’utile di 8 milioni dell’anno precedente. A pesare sono stati l’impennata dei costi energetici, le tensioni commerciali internazionali e il rallentamento della domanda nei settori chiave di riferimento, dall’automotive all’aerospazio, fino all’energia.
In questo contesto, la vertenza Cas assume un valore emblematico per l’intero sistema industriale italiano: una sfida che chiama in causa non solo la tenuta di un territorio, ma la capacità del Paese di difendere e rilanciare uno dei suoi comparti manifatturieri più strategici.
