La tutela dei minori nell’ecosistema digitale torna al centro dell’agenda europea. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha indicato con chiarezza la direzione: fissare un’età minima per l’accesso ai social media. Un tema destinato a diventare cruciale nel dibattito normativo dei prossimi mesi.
Nel corso di un panel dedicato alla protezione dei minori online, Von der Leyen ha riunito esperti di primo piano per affrontare una delle sfide più delicate dell’era digitale. Accanto a lei, la ricercatrice Maria Melchior e lo psichiatra infantile e docente universitario Jörg Fegert, figure autorevoli nel campo della salute mentale e dello sviluppo infantile.
Il confronto ha evidenziato un consenso crescente: la necessità di stabilire limiti chiari e condivisi per l’accesso dei più giovani alle piattaforme social. “Siamo d’accordo sul fatto che debba esistere un’età minima per l’iscrizione ai social media”, ha sottolineato la presidente della Commissione. Una posizione che ribalta la prospettiva tradizionale del dibattito pubblico.
“Il punto non è se i bambini possano accedere ai social media – ha spiegato – ma se e quando i social media possano accedere ai nostri figli”. Una formulazione che sposta il focus dalla libertà di accesso alla responsabilità delle piattaforme e delle istituzioni nel garantire un ambiente digitale sicuro.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di interventi europei volti a rafforzare la protezione dei minori online, tra regolamentazione dei contenuti, trasparenza degli algoritmi e responsabilità delle big tech. L’obiettivo è costruire un ecosistema digitale più sicuro, in cui innovazione e diritti fondamentali possano convivere senza compromettere lo sviluppo psicologico e sociale delle nuove generazioni.
Il dibattito è aperto, ma la linea tracciata da Bruxelles appare ormai definita: la protezione dei più giovani passa anche – e sempre più – da regole chiare sull’accesso ai social.
