14 Luglio 2026, martedì
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L’illusione europea davanti all’uragano IA: non basta aprire l’ombrello

Mentre l’intelligenza artificiale ridisegna economia, società e potere, l’Europa sottovaluta un cambiamento sistemico e prova a contenerlo con strumenti normativi inadeguati. Tra iperproduzione, consumo indotto e controllo sociale, si profila una trasformazione epocale.

A cura di Gilberto Borzini

LA RIFLESSIONE

I.A.: la mucca nel corridoioPiù che una Mucca si tratta di una Mandria della cui dimensione e portata pare che ancora pochi si rendano conto. Come cambiano Produzione, Fiscalità, Previdenza e Turismo con l’arrivo dell’I.A.?

Altrove il processo è in fase di arrembante trasformazione: in Europa l’Uragano dell’IA si sta affacciando e viene scambiato per una brezza primaverile, forse un temporale estivo, per cui si approntano ombrelli invece di ristrutturare le fondamenta urbane.

Il cambiamento è strutturale e epocale, rivoluzionario in termini sistemici e bisognerà saperlo gestire adattandosi al cambiamento più che tentare di arginarlo con l’arma spuntata della normativa europea.

Tecnologia, Economia, Società

Da che l’Uomo è Faber gli strumenti che utilizza modificano la forma dell’economia e a sua volta la forma dell’economia definisce l’organizzazione della società e le sue regole. Un’occhiata alla storia dell’economia e al parallelo evolvere sociologico definiscono immediatamente la relazione che è strutturale e immanente.

Nella prima rivoluzione industriale crebbero le metropoli, aumentò l’inquinamento, si generò il proletariato urbano, si definirono capitalismo e teorie avverse, nacquero il romanzo e la stampa, si avviarono riforme epocali di assistenza sociale, dell’istruzione e sanitaria.

L’introduzione dell’IA definisce cambiamenti altrettanto fondamentali a partire dalla Tassazione che dovrà concentrarsi sui consumi (IVA) più che sui redditi da lavoro dipendente, sulle Partecipazioni e l’azionariato diffuso più che sui patrimoni di qualsiasi entità.

Il combinato di IA e Robotica assicura forme di Iper produzione permanente per risolvere le quali è necessario un Iper Consumismo già in fase evolutiva (si pensi al fenomeno del Fast Fashion o alla crescita esponenziale di alcuni flussi turistici).

La medesima combinazione minaccia di cancellare “posti di lavoro” umani, con le relative formule fiscali e contributive: la conversione della fiscalità tradizionale con una diversa imposizione sulla “produttività” e sulla “proprietà dei mezzi di produzione”, possibilmente in mano a forme societarie organizzate da ex lavoratori dipendenti, dovrà compensare e diversificare gli elementi oggi in capo alla tassazione individuale e alla creazione di capitale assicurativo pensionistico.

I lavoratori saranno “comproprietari” dei mezzi di produzione che li sostituiscono e le relative capacità produttive generate dai nuovi mezzi di produzione saranno fonte di cespite fiscale che, aggregato ad una elevata tassazione dei consumi garantirà un salario diffuso minimo e sociale.

Ciò avverrà con maggiore facilità in Sistemi politici ad alta concentrazione Statale, dove il concetto attuale di democrazia venga sostituito da forme di Tecnocrazia più o meno illuminata, ovvero in Sistemi organizzati in cui la leva erariale sia in grado di generare servizi pubblici diffusi e assistenza sociale in grado da evitare eccessive conflittualità.

Controllo e Manipolazione

Tanto nei modelli sociali Statalisti quanto in quelli a pura Economia di Mercato la fonte principale di libertà individuale sarà determinata dal Credito Sociale, sommatoria di virtù e manchevolezze del cittadino che, a partire dalla sufficienza, garantirà l’accesso a servizi, credito, viaggi e altre opportunità di consumo e svago. Il Credito Sociale, coordinato dall’IA, organizza i dati comportamentali, normativi, di rendimento scolastico, di adeguatezza sociale, in un sistema di riconoscimento individuale in grado di sanzionare immediatamente il reo riducendone il Credito Sociale e i servizi di riferimento.

Questa forma di Controllo, spacciata per Sicurezza sociale e egualitarismo reale, promuove implicitamente gli elementi strutturali della Manipolazione, attraverso l’inoltro, la visibilità, la reiterazione di comunicazioni e messaggi specificamente orientati al soggetto facente parte di una categoria sociale definita dall’IA, producendo così un orientamento ai consumi in grado di sostenere nella loro mole collettiva la fiscalità generale e la spesa sociale.

Tecnica dei Consumi indotti

Una fiscalità che si basa ed evolve in base alla tassazione dei Consumi e delle filiere produttive necessarie alla realizzazione dei consumi stessi si basa sulla stimolazione permanente al consumo supportata da una inesausta e incessante filiera produttiva.

Il Consumo, quindi, diviene rappresentazione e manifestazione dell’Individuo trasferendo il criterio Identitario sull’esibizione dei consumi disponibili e attivati, attribuendo Stima e Ruolo sociale al consumo esibito.

Tra i primi elementi di riferimento il “turismo dei Selfie” descrive l’evoluzione in corso laddove al centro del consumo non è la destinazione o la località ma piuttosto il soggetto consumatore che primeggia avendo come sfondo l’ambita meta turistica: il narcisismo consumeristico adeguatamente veicolato e manipolato dai sistemi integrati della comunicazione diviene così motore fondamentale per affermare la Grande Trasformazione.

L’IA acquisisce pertanto il compito di orientare e stimolare il Consumo manipolando l’informazione indirizzata all’individuo consumatore o a cluster target assicurando cicli di produzione capaci di generare flussi erariali coerenti con le attese del fisco e dello Stato mentre l’azione di Controllo definita dal Credito Sociale è la leva utilizzata dallo Stato per impedire al consumatore di ritirarsi dal gioco.

L’Illusione Motivazionale

Poi, naturalmente, possiamo illuderci di creare sistemi turistici, di proporre motivazioni capaci di orientare il potenziale turistico a questa o quella visita, mentre già da tempo i movimenti di massa fanno capo a modelli organizzati di offerta, a proposte “persuasive” generate dall’IA, curiosamente sempre adatte e coerenti all’economia disponibile per il soggetto, eventualmente incrementabile con un modesto accesso al credito al consumo, e al tempo libero necessario per la fruizione della proposta.

A noi resta il compito di organizzare i territori e l’offerta in termini coerenti con le aspettative generate nella domanda, di gestire infrastrutture funzionali e funzionanti alla dinamica di produzione e consumo, ma per quanto alle dinamiche motivazionali temo che le profilazioni algoritmiche abbiano da tempo acquisito maggiore familiarità e capacità performativa con l’argomento.

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