Un giallo fitto, ancora privo di un movente chiaro, scuote il Regno Unito: la morte violenta di Ann Widdecombe, 78 anni, ex ministra conservatrice, figura simbolo della destra britannica e volto popolare della televisione, resta avvolta nell’incertezza. Nelle ultime ore, la polizia ha annunciato il rilascio del 26enne arrestato in relazione all’omicidio: il giovane, fermato nei pressi di Newton Abbot, nel Devon, non è più considerato coinvolto nelle indagini.
La conferma arriva dagli investigatori, citati dai media britannici, che al momento escludono un movente terroristico o politico. Un elemento tutt’altro che secondario, considerando il profilo pubblico della vittima: negli anni, Widdecombe era passata dal Partito Conservatore dell’era Thatcher al Brexit Party – poi divenuto Reform UK – guidato da Nigel Farage, distinguendosi per posizioni nette su immigrazione e sovranità nazionale.
Il delitto si è consumato nella quiete apparente della campagna inglese. Il corpo della donna, segnato da numerose ferite, è stato rinvenuto all’interno della sua abitazione, una dimora isolata nell’area di Haytor Vale, ai margini del parco nazionale di Dartmoor. La polizia del Devon e della Cornovaglia ha confermato fin da subito la natura violenta della morte, parlando apertamente di omicidio e avviando un’indagine penale su larga scala.
“Un episodio davvero tragico per la famiglia e gli amici”, ha dichiarato il capo detective Ilona Rosson, che ha rivolto un appello a eventuali testimoni affinché forniscano informazioni utili, comprese immagini di telecamere di sorveglianza o dash-cam. Nonostante un iniziale coinvolgimento precauzionale dell’antiterrorismo, gli inquirenti hanno progressivamente escluso qualsiasi legame con estremismo politico.
Lo shock ha attraversato trasversalmente il mondo politico britannico. Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutte le principali forze: dalla leader conservatrice Kemi Badenoch alla ministra dell’Interno laburista Shabana Mahmood, che ha definito le circostanze della morte “estremamente angoscianti”, invitando al contempo a evitare speculazioni mentre le indagini sono in corso.
Figura divisiva ma rispettata, Widdecombe aveva lasciato un’impronta significativa nella vita pubblica del Paese. Nata a Bath nel 1947, deputata conservatrice dal 1987 al 2010, aveva ricoperto incarichi governativi sotto John Major negli anni Novanta. Dopo il ritiro dalla politica attiva, aveva intrapreso una seconda carriera come scrittrice e personaggio televisivo, conquistando il pubblico anche grazie alla partecipazione a “Strictly Come Dancing”.
Convinta sostenitrice della Brexit, era tornata sulla scena politica dopo il referendum del 2016, diventando eurodeputata del Brexit Party tra il 2019 e il 2020, anno dell’uscita formale del Regno Unito dall’Unione Europea. Negli ultimi anni aveva continuato il suo impegno in Reform UK, occupandosi di giustizia e immigrazione.
Profondamente colpito Nigel Farage, che in un videomessaggio ha ricordato Widdecombe come “una donna straordinaria, di principi solidi”, sottolineandone la dedizione al servizio pubblico: “Non avrebbe fatto del male a una mosca. Era gentile con tutti. Il nostro Paese è oggi un posto più povero senza di lei”.
Intanto, le indagini proseguono serrate. Il vicecapo della polizia del Devon e della Cornovaglia, Matt Longman, ha ribadito che la priorità resta l’identificazione dei responsabili e la ricostruzione completa della dinamica dei fatti. L’abitazione della vittima rimane sotto sequestro, mentre gli investigatori continuano a raccogliere elementi utili.
A oggi, però, resta la domanda centrale: chi ha ucciso Ann Widdecombe — e perché?
