Un lento ritorno alla coscienza nel cuore di una vicenda ancora avvolta da interrogativi e tensioni internazionali. Vadim Ermolaev, oligarca ucraino rimasto gravemente ferito nell’esplosione che ha scosso Monaco nei giorni scorsi, sarebbe uscito dal coma. A riferirlo è il quotidiano francese Nice Matin, secondo cui le condizioni del magnate, ricoverato in una struttura ospedaliera a Marsiglia, risultano ora in netto miglioramento.
Ben più drammatica la situazione della sua compagna, Anna Nasobina, trasferita d’urgenza lunedì sera all’ospedale Pasteur di Nizza. La donna resta in pericolo di vita dopo aver riportato ferite devastanti nell’attentato. Negli ultimi giorni è stata sottoposta a massicce trasfusioni di sangue e il quadro clinico resta estremamente critico: i medici non escludono conseguenze permanenti gravissime, con il rischio concreto di perdere vista, udito e parola. Già inevitabile, invece, l’amputazione di entrambe le gambe.
Nel frattempo, le indagini proseguono serrate su più fronti. Le autorità francesi e monegasche sono impegnate nella ricerca dell’attentatrice, identificata come la cittadina ucraina Anastasia Berezovska. Gli investigatori stanno ricostruendo i movimenti della donna e le eventuali connessioni con ambienti criminali o reti internazionali, mentre resta ancora da chiarire il movente dell’attacco.
Coinvolto nell’esplosione anche il figlio tredicenne della coppia, rimasto ferito ma fortunatamente in modo non grave. Il ragazzo è stato ricoverato all’ospedale pediatrico Lenval di Nizza e, secondo fonti mediche, non sarebbe in pericolo di vita.
La vicenda continua a sollevare interrogativi su sicurezza e possibili implicazioni geopolitiche, mentre l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione delle condizioni dei feriti e sull’esito della caccia alla responsabile dell’attentato.
