5 Luglio 2026, domenica
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Cisgiordania, raid incendiario dei coloni: ristorante distrutto a sud di Nablus

Assalto nella notte tra i villaggi di Luban al-Sharqiya e Amuriya. I proprietari: “Prima il furto, poi le fiamme”. Danni per oltre 290mila euro

Un nuovo episodio di violenza scuote la Cisgiordania, dove la tensione resta altissima tra comunità palestinesi e coloni israeliani. Nelle prime ore di domenica, un gruppo di coloni ha dato alle fiamme un ristorante situato a sud di Nablus, nella zona compresa tra i villaggi di Luban al-Sharqiya e Amuriya, provocando danni ingenti e riaccendendo i riflettori sulla sicurezza nell’area.

A riferire dell’accaduto è l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui l’attacco si sarebbe consumato all’alba, quando gli aggressori hanno fatto irruzione nel locale, situato nei pressi dell’Università di Al-Zaytuna. Il ristorante, punto di riferimento per la comunità locale e per gli studenti della zona, è stato preso di mira con modalità che lasciano pochi dubbi sulla natura deliberata dell’azione.

A raccontare i dettagli è Yaqoub Awwis, capo del consiglio di Luban al-Sharqiya e proprietario dell’attività, che ha denunciato un’azione violenta e organizzata: “I coloni hanno sfondato le porte, saccheggiato il denaro presente all’interno e poi appiccato il fuoco”, ha dichiarato. Le fiamme hanno rapidamente avvolto la struttura, distruggendola completamente prima che fosse possibile intervenire.

Il bilancio economico è pesante: secondo le stime fornite dallo stesso Awwis, i danni ammonterebbero a circa un milione di shekel, equivalenti a oltre 290mila euro. Una perdita significativa non solo per il proprietario, ma per l’intera comunità, che vedeva nel ristorante un presidio economico e sociale.

L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da frequenti tensioni e attacchi denunciati dalle autorità palestinesi, in un’area dove la convivenza resta fragile e spesso compromessa da episodi di violenza. Al momento non risultano informazioni ufficiali su eventuali arresti o indagini da parte delle autorità israeliane.

Ancora una volta, la cronaca dalla Cisgiordania racconta una realtà fatta di escalation sporadiche ma costanti, in cui anche attività civili e luoghi di aggregazione diventano bersagli, alimentando un clima di insicurezza e sfiducia sempre più radicato.

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