La Francia boccheggia sotto un’ondata di caldo eccezionale e risponde con misure drastiche. Stop allo sport all’aperto, divieto di consumo di alcolici in pubblico e limitazioni agli eventi: è il pacchetto d’emergenza varato dal governo per affrontare temperature che hanno già toccato i 40 gradi e che, secondo le previsioni, continueranno a salire nelle prossime ore.
Per domenica, ben 35 dipartimenti – oltre un terzo del totale – sono stati posti in allerta rossa, il massimo livello di rischio. Nel resto del Paese domina l’allerta arancione, mentre solo poche aree, come Borgogna e Ardenne, sfuggono alla morsa del caldo, ma a prezzo di violenti temporali estivi. Complessivamente, sono più di 26 milioni i cittadini che vivono nelle zone più esposte.
Lunedì potrebbe segnare un ulteriore aggravamento della situazione. E mentre Parigi prova a difendersi installando sistemi di nebulizzazione nei luoghi simbolo come la Torre Eiffel, emerge con forza una fragilità strutturale: la scarsa diffusione dell’aria condizionata nelle abitazioni francesi, che rende l’impatto dell’afa ancora più pesante, soprattutto per le categorie più vulnerabili.
Non a caso, la priorità dell’esecutivo è proteggere anziani e fragili. Il ricordo dell’estate del 2003 – quando morirono circa 15mila persone, in gran parte anziane – resta una ferita aperta. Un precedente che oggi orienta ogni scelta politica. «Occorre preservare i servizi di emergenza e concentrare le risorse sulla cura delle persone più vulnerabili», ha spiegato il primo ministro Sébastien Lecornu, motivando il divieto di alcol e la sospensione degli eventi sportivi.
Misure che arrivano in un momento particolarmente delicato: quello della Fête de la musique, la tradizionale celebrazione del solstizio d’estate che ogni anno richiama folle nelle piazze tra concerti e feste notturne. Proprio per evitare eccessi e alleggerire la pressione su ospedali e soccorritori, il governo ha imposto il divieto di consumo di alcolici in pubblico nei dipartimenti più colpiti e ha raccomandato di escluderli anche dagli eventi ufficiali.
Sul fronte dell’istruzione, la linea resta quella della prudenza. La chiusura totale delle scuole è considerata “ultima ratio”, ma alcune amministrazioni locali si stanno già muovendo autonomamente: a Nantes, ad esempio, è stata decisa la sospensione delle attività pomeridiane «per proteggere i bambini».
L’ondata di calore che sta investendo la Francia si inserisce in un quadro europeo sempre più allarmante. Negli ultimi quattro anni, secondo le stime, le alte temperature hanno causato circa 200mila morti nel continente, molte delle quali evitabili. E l’Organizzazione mondiale della sanità ha già lanciato l’allarme: l’estate in corso potrebbe essere ancora più rovente della norma.
In questo scenario, la Francia si trova oggi a fare i conti non solo con l’emergenza immediata, ma con una nuova normalità climatica che impone risposte rapide, coordinate e – sempre più spesso – straordinarie.
