Il calcio italiano perde uno dei suoi volti più autentici e amati. Igor Protti si è spento nella notte all’età di 58 anni, dopo aver affrontato con coraggio e dignità una lunga battaglia contro un tumore al colon. A darne notizia è stata la famiglia con un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, accompagnato da un saluto che lo stesso ex attaccante aveva voluto lasciare.
Parole semplici, dirette, intrise di quella umanità che lo aveva sempre contraddistinto, dentro e fuori dal campo: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
Un congedo che restituisce l’immagine più vera di Protti: quella di un uomo profondamente legato ai suoi affetti e riconoscente verso il pubblico che lo ha sostenuto in ogni fase della sua carriera. Attaccante prolifico e carismatico, Protti è stato protagonista soprattutto con le maglie di Bari e Livorno, lasciando un segno indelebile nelle piazze in cui ha giocato, grazie a una combinazione rara di talento, determinazione e spirito di appartenenza.
Negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente la sua malattia, utilizzando ancora una volta il linguaggio che meglio conosceva: quello del calcio. In una recente intervista aveva descritto la sfida contro il tumore come una partita «iniziata sotto 3-0», da affrontare però senza arrendersi, con la stessa grinta che lo aveva reso un simbolo in campo. Un’immagine potente, che oggi suona come il racconto lucido e coraggioso di una battaglia combattuta fino all’ultimo.
L’ultima apparizione pubblica risale alla fine di maggio, in occasione del matrimonio della figlia Noemi: un momento di gioia familiare che aveva segnato una delle sue ultime uscite, circondato dall’affetto dei suoi cari.
Per chi vorrà dargli l’ultimo saluto, la famiglia ha reso noto che a partire dalle ore 15 di oggi sarà possibile recarsi presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.
Se ne va così un protagonista del calcio italiano, ma soprattutto un uomo capace di lasciare un ricordo profondo in chiunque abbia incrociato il suo cammino. Il suo “fischio finale” risuona oggi come un addio che somiglia, nelle sue stesse parole, a un arrivederci.
