12 Giugno 2026, venerdì
HomeItaliaPoliticaVannacci e il vuoto della politica: l’affondo del M5S tra sicurezza, salari...

Vannacci e il vuoto della politica: l’affondo del M5S tra sicurezza, salari e consenso perduto

Una lettura lucida e autocritica: il fenomeno Vannacci cresce tra le promesse mancate del governo e l’assenza di risposte ai cittadini. La deputata pentastellata rilancia: «Serve un’alternativa concreta per riconquistare gli esclusi»

Il generale Roberto Vannacci si combatte sul terreno della politica, ma soprattutto della “buona politica”. È questa la chiave di lettura proposta da una deputata del Movimento 5 Stelle in un intervento diffuso sui social, che intreccia critica al governo e riflessione interna sul consenso smarrito.

Secondo l’esponente pentastellata, la crescita del fenomeno Vannacci si alimenta su due direttrici ben precise. Da un lato, le contraddizioni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. «Quando si promette il blocco navale e poi arrivano centinaia di migliaia di migranti – osserva – si finisce per apparecchiare la campagna elettorale a Vannacci». Non solo immigrazione: nel mirino finiscono anche le scelte di politica internazionale, giudicate «troppo asservite agli Stati Uniti», e le politiche sulla sicurezza urbana, ritenute inefficaci nel contenere il senso di insicurezza crescente nelle città.

Ma c’è un secondo elemento, forse più profondo, che chiama in causa direttamente le opposizioni. «Vannacci parla anche agli esclusi», sottolinea la deputata, indicando quel vasto bacino di cittadini che si rifugia nel non voto. È lì, insiste, che si gioca la vera partita politica: nella capacità di offrire risposte concrete a chi si sente dimenticato.

Da qui la proposta di un’agenda articolata su priorità nette. Sicurezza, innanzitutto, da affrontare senza ambiguità attraverso «patti per la sicurezza integrata» che rendano le città più vivibili. Sanità, con l’obiettivo dichiarato di abbattere realmente le liste d’attesa. Giovani, per i quali viene rilanciata l’idea di un’area a fiscalità agevolata per gli under 35, così da incentivare il lavoro in Italia e frenare l’emigrazione.

E ancora il nodo dei salari, definiti «troppo bassi» e da sostenere attraverso il salario minimo, e quello degli ammortizzatori sociali, con l’impegno a rafforzare il reddito dei lavoratori in difficoltà, a partire dai cassintegrati.

Il messaggio politico è chiaro: senza soluzioni tangibili, l’alternativa non si costruisce. «Il Movimento 5 Stelle le proposte le ha», rivendica la deputata, citando anche l’esperienza di “Nova” come «un momento di aria fresca». Ora, però, la sfida è tradurre quelle idee in azione concreta e riconquistare fiducia. Perché, nel vuoto lasciato dalla politica, il consenso trova sempre nuove strade per emergere.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti