Una nuova notte di sangue scuote il Sudafrica. Nella periferia di Johannesburg, un commando composto da oltre dieci uomini armati ha fatto irruzione in una baraccopoli aprendo il fuoco indiscriminatamente: dodici persone sono state uccise sul posto. È il bilancio, ancora provvisorio, di una sparatoria che riaccende i riflettori sull’escalation di violenza nelle aree urbane più fragili del Paese.
L’attacco è avvenuto poco dopo le 23 di martedì sera, quando il gruppo è arrivato a bordo di alcuni veicoli nella zona presa di mira. Secondo le prime ricostruzioni, gli assalitori avrebbero agito con modalità coordinate, sparando ripetutamente contro le abitazioni e le persone presenti.
«Le indagini preliminari indicano che dodici persone sono morte a seguito di questo attacco», ha dichiarato il colonnello Dimakatso Nevhuhulwi, portavoce della polizia locale, confermando la gravità del bilancio.
Al momento restano ancora oscuri i contorni della vicenda: gli investigatori stanno lavorando per chiarire il movente e identificare i responsabili. Non si esclude alcuna pista, dalla criminalità organizzata a possibili regolamenti di conti tra gruppi rivali, fenomeni purtroppo ricorrenti nelle township sudafricane.
La sparatoria si inserisce in un contesto già segnato da livelli elevati di violenza armata. Le baraccopoli che circondano Johannesburg, densamente popolate e spesso prive di servizi essenziali, rappresentano da anni un terreno fertile per attività criminali e scontri tra bande.
Le autorità hanno avviato una vasta operazione di sicurezza nell’area, mentre cresce la tensione tra i residenti, scossi dall’ennesima tragedia consumatasi nel silenzio della notte.
