Non un semplice archivio. Non un deposito della memoria. Ma una vera e propria macchina culturale capace di produrre futuro.
Con questa ambizione La Biennale di Venezia inaugura una nuova stagione della propria storia presentando la nuova sede dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, all’interno dell’Arsenale, uno dei luoghi simbolo della cultura mondiale.
L’intervento, sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso il programma “Grandi Progetti Beni Culturali” e il Piano Nazionale Complementare al PNRR dedicato ai “Grandi Attrattori Beni Culturali”, rappresenta uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi anni nel panorama delle infrastrutture culturali italiane.
Oltre 38 milioni di euro destinati al recupero e alla valorizzazione di cinque edifici storici dell’Arsenale, per dare vita a uno spazio di circa 8.000 metri quadrati che sarà aperto tutto l’anno e destinato a studiosi, ricercatori, artisti, curatori, studenti e istituzioni provenienti da ogni parte del mondo.
Ma il valore dell’iniziativa va ben oltre la dimensione architettonica.
La nuova sede dell’ASAC – Archivio Storico delle Arti Contemporanee – si propone infatti come il più importante centro internazionale dedicato alla conservazione, allo studio e alla produzione culturale contemporanea, un luogo nel quale memoria e innovazione dialogano in modo permanente.
In occasione della presentazione ufficiale, il Ministero della Cultura ha voluto coinvolgere alcune delle realtà più significative impegnate nel campo della formazione e della ricerca culturale. Tra queste, Auge Università, presente su invito istituzionale del Ministero stesso.
Una partecipazione che assume un significato particolare.
Da anni, infatti, Auge Università rappresenta una delle realtà accademiche più attente ai processi di connessione tra sapere, arte, cultura, ricerca e innovazione sociale. Dove esiste un patrimonio culturale da interpretare, valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni, Auge è spesso presente come interlocutore privilegiato del mondo delle professioni, della formazione avanzata e della divulgazione culturale.
La presenza dell’Ateneo alla Biennale non costituisce dunque un episodio isolato, ma si inserisce in un percorso coerente che vede l’istituzione universitaria impegnata nella promozione della cultura come motore di crescita civile, economica e sociale.
Del resto, il progetto presentato all’Arsenale incarna perfettamente questa visione.
L’Archivio Storico della Biennale custodisce infatti oltre un secolo di storia delle arti contemporanee. Nato insieme alla prima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895, conserva oggi un patrimonio straordinario composto da più di 164 mila volumi, oltre 3.200 periodici specializzati, decine di migliaia di fascicoli documentali, fotografie, audiovisivi, opere d’arte, manifesti, partiture musicali, corrispondenze storiche e materiali provenienti da tutte le discipline che hanno attraversato la storia della Biennale.
Un patrimonio immenso che Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, ha definito il più vasto archivio delle arti contemporanee esistente al mondo.
La nuova struttura consentirà non soltanto la conservazione dei materiali ma anche la loro piena fruizione attraverso laboratori, attività di ricerca, programmi formativi, mostre, workshop e progetti speciali.
Un luogo vivo, dunque.
Non un archivio chiuso, ma un organismo culturale in continuo movimento.
La responsabile dell’Archivio Storico, Debora Rossi, ha sottolineato come il trasferimento all’Arsenale permetta finalmente di collocare la memoria della Biennale nel cuore stesso delle sue attività, creando una connessione permanente tra passato, presente e futuro.
L’intervento rappresenta inoltre il tassello più significativo di un più ampio programma di riqualificazione sostenuto dal Ministero della Cultura, che prevede investimenti complessivi per circa 169 milioni di euro destinati agli spazi della Biennale distribuiti tra Arsenale, Giardini, Lido, Forte Marghera e Parco Albanese.
Numeri che testimoniano una precisa strategia nazionale: investire nella cultura come infrastruttura permanente dello sviluppo.
In questo scenario, la presenza di Auge Università assume un valore emblematico.
Perché la cultura contemporanea non può limitarsi alla conservazione del patrimonio. Deve essere formazione, ricerca, produzione di conoscenza e capacità di generare nuove competenze.
Esattamente ciò che la nuova cittadella della memoria della Biennale si propone di realizzare.
Con l’apertura del nuovo Archivio Storico all’Arsenale, Venezia conferma ancora una volta il proprio ruolo di capitale internazionale delle arti e della cultura.
E l’Italia dimostra come la tutela del passato possa diventare il punto di partenza per costruire il futuro.
