3 Agosto 2026, lunedì
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Trump annuncia l’intesa con Teheran, ma l’Iran frena: diplomazia sull’orlo della svolta

Dopo ore di tensione, il presidente Usa parla di accordo imminente e stop ai raid. Apertura possibile a Ginevra, ma Teheran smentisce. I mercati brindano, mentre Washington valuta un ridimensionamento militare in Europa.

Una giornata scandita da tensioni altissime e da segnali contraddittori si chiude con un annuncio destinato a far discutere. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo sulla sua piattaforma Truth, ha dichiarato che l’Iran avrebbe dato il via libera a un accordo con Washington, aggiungendo di aver conseguentemente annullato i raid pianificati nella notte. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”, ha rivendicato durante un comizio virtuale, secondo quanto riportato da Bloomberg.

Le indiscrezioni si rincorrono e alimentano le aspettative: secondo Axios, una cerimonia ufficiale per la firma di un “memorandum di intesa” tra Stati Uniti e Iran potrebbe svolgersi nei prossimi giorni a Ginevra. Un passaggio che, nelle intenzioni americane, segnerebbe anche la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, arteria cruciale per il commercio energetico globale.

Ma da Teheran arriva una doccia fredda. La Repubblica islamica liquida le dichiarazioni statunitensi come una “illusione americana”, mentre i media iraniani sostengono una versione opposta dei fatti, affermando che il testo in discussione rispecchierebbe integralmente le richieste di Teheran. Una posizione più sfumata arriva dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ammette come il memorandum non sia mai stato così vicino alla conclusione, lasciando intravedere uno spiraglio negoziale nonostante le smentite ufficiali.

Sul piano politico, Trump non rinuncia a un affondo contro l’Europa, accusata di scarsa incisività nel dossier iraniano: “Finora l’Unione europea non è stata utile, potrebbe esserlo in futuro”, ha dichiarato, rilanciando il tema dei rapporti transatlantici.

Intanto, i mercati finanziari reagiscono con evidente ottimismo. Wall Street chiude in rialzo, con il Dow Jones in crescita dell’1,64%, mentre il prezzo del petrolio registra un calo superiore al 3%, segnale della fiducia degli operatori in una possibile stabilizzazione della regione.

Secondo quanto riferito dalla Cnn, citando fonti dell’amministrazione americana, l’intesa in via di definizione includerebbe impegni stringenti da parte iraniana: lo smantellamento del programma nucleare, la distruzione e rimozione del materiale sensibile, la sospensione del sostegno finanziario ai gruppi terroristici e il mantenimento aperto dello Stretto di Hormuz. Inoltre, nessun fondo iraniano verrebbe sbloccato prima della verifica del pieno rispetto degli obblighi concordati. Un funzionario statunitense ha definito l’accordo “basato sui risultati”, sottolineando la centralità delle garanzie operative.

Sul fronte strategico, però, emergono anche segnali di possibile disimpegno americano dal teatro europeo. Il New York Times riferisce che Washington starebbe valutando un drastico ridimensionamento della presenza militare destinata alle operazioni Nato, con tagli al numero di caccia e unità navali. Una prospettiva che, se confermata, aprirebbe interrogativi sugli equilibri della sicurezza continentale.

Tra annunci, smentite e negoziati ancora in bilico, la partita tra Stati Uniti e Iran resta dunque aperta. Ma per la prima volta dopo mesi di escalation, l’ipotesi di un’intesa appare meno distante, anche se il traguardo resta avvolto nell’incertezza.

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