1 Giugno 2026, lunedì
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Orietta Berti sfida il futuro: tra rap, streaming e intelligenza artificiale nasce “QCPF”

Sessant’anni di carriera celebrati guardando avanti: nel nuovo singolo “Quadri Cuori Picche Fiori” la cantante emiliana duetta con lo streamer Il Rosso e con IAEM, artista generata dall’AI

Orietta Berti non smette di sorprendere. A sessant’anni esatti dal debutto discografico, la cantante simbolo della tradizione melodica italiana torna con un progetto che guarda dritto al futuro, mescolando linguaggi, generazioni e persino identità artistiche. Il nuovo singolo “QCPF – Quadri Cuori Picche Fiori”, disponibile da venerdì 29 maggio su tutte le piattaforme digitali, segna un ulteriore capitolo di un percorso creativo che negli ultimi anni ha saputo reinventarla, senza tradire la sua riconoscibilità.

Dietro il brano c’è la regia ormai consolidata di Daniele “Danti” Lazzarin, che firma scrittura, produzione e direzione artistica, affiancato da Paolo “Biggie Paul” Saraceni per la parte tecnica e dal maestro Enrico Cremonesi per arrangiamenti e tastiere. Il progetto nasce negli studi milanesi di One Fingerz Studio e si inserisce nella scia di una collaborazione artistica che ha già dimostrato di funzionare, capace di portare Orietta fuori dalla sua comfort zone con naturalezza e ironia.

“QCPF” non è però solo una nuova canzone: è un esperimento culturale. Accanto alla voce storica della musica italiana compaiono infatti due presenze agli antipodi. Da un lato Il Rosso, streamer e volto noto del mondo digitale, abituato a dialogare con una community giovane e iperconnessa. Dall’altro IAEM, una creatura artistica dichiaratamente generata dall’intelligenza artificiale, concepita per esplorare il confine – sempre più sottile – tra creatività umana e innovazione tecnologica.

Il risultato è un brano dalle sonorità ibride, dove pop, rap e suggestioni trap si intrecciano in un equilibrio sorprendente. Ma il vero elemento di rottura è simbolico: la convivenza, nello stesso pezzo, di una voce che rappresenta la memoria musicale del Paese e di un’entità artistica che incarna il futuro ancora in costruzione.

«Lavorare con Danti è ogni volta un viaggio alla scoperta di qualcosa di nuovo», racconta Orietta Berti. «Mi spinge a sperimentare, a uscire dai miei confini vocali. È un confronto continuo, che arricchisce e diverte. Ho scelto di celebrare i miei sessant’anni di carriera non guardando indietro, ma proponendo musica inedita, che racconti chi sono oggi». Una dichiarazione che suona come un manifesto: niente operazioni nostalgia, ma uno sguardo lucido sul presente.

Alla base di questo percorso c’è anche l’intuizione del manager Pasquale Mammaro, che insieme a Danti ha costruito una strategia capace di rinnovare l’immagine dell’artista senza snaturarla. «Con Orietta si può osare», sottolinea il produttore. «È lei la prima a mettersi in gioco, con l’entusiasmo di una debuttante e la solidità di una grande professionista. In studio si crea un’alchimia rara, che va oltre il lavoro».

Se Il Rosso interpreta il ponte verso le nuove generazioni digitali, IAEM rappresenta invece la sfida più radicale. «Essere parte di questo progetto è un onore», afferma l’artista virtuale. «Non sono qui per sostituire nessuno, ma per dimostrare che la tecnologia può ampliare le possibilità creative». Una posizione che riflette il dibattito contemporaneo sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’arte, tra timori e opportunità.

Più diretto, ma non meno significativo, il commento de Il Rosso: «Collaborare con una leggenda come Orietta è un’opportunità unica. E con questo pezzo punto a conquistare anche un pubblico diverso dal mio». Una dichiarazione che, con tono leggero, evidenzia il cuore dell’operazione: contaminare pubblici e linguaggi.

“Quadri Cuori Picche Fiori” diventa così molto più di un singolo celebrativo. È un crocevia in cui si incontrano tradizione e innovazione, televisione e piattaforme digitali, esperienza e sperimentazione. In un’epoca in cui la musica cambia rapidamente forma e canali, Orietta Berti dimostra ancora una volta di saper restare “sul pezzo”, trasformando ogni nuova sfida in un’occasione per reinventarsi.

E forse è proprio questa la chiave della sua longevità artistica: non limitarsi a custodire il passato, ma avere il coraggio di dialogare con il futuro.

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