L’Unione Europea conta 179 milioni di consumatori di tabacco e nicotina, di cui ben 12,4 milioni nella sola Italia, tra sigarette tradizionali e nuovi prodotti. Questa abitudine provoca una vera e propria emergenza sanitaria, con quasi 700mila morti all’anno a livello continentale. In questo scenario allarmante si è aperta a Milano la European Conference on Tobacco or Health (ECToH), il principale vertice europeo sul controllo del tabagismo. Il mandato politico e scientifico del summit è chiaro e ambizioso: “Nicotine-Free Spaces for Healthier Cities”, ovvero creare spazi totalmente liberi dalla nicotina per garantire città più sane.
Il summit è organizzato per la prima volta in Italia dalla Lilt (Lega italiana per la
lotta contro i tumori), in un momento storico in cui il nostro Paese mostra forti ritardi nelle politiche contro il tabagismo. A certificarlo è il report ufficiale della Tobacco Control Scale, che evidenzia un crollo verticale dell’Italia: in soli quattro anni la nostra penisola ha perso ben 14 posizioni, scivolando dal 18° posto occupato nel 2021 fino al 32° nel 2025.
L’obiettivo programmatico di ECToH Milano 2026 è guidare i centri urbani verso una trasformazione radicale. Come si legge nella nota ufficiale del vertice, nei prossimi anni le città dovranno smettere di essere semplici spazi abitativi per trasformarsi in veri ecosistemi che promuovono attivamente la salute. La strategia del congresso punta a una de-nicotinizzazione totale degli spazi pubblici. Il piano prevede di liberare l’aria non solo dal fumo tradizionale, ma anche dagli aerosol dei nuovi prodotti, vietandoli in modo assoluto da scuole, parchi, strade e nodi del trasporto pubblico.
“ECToH riunisce esperti, responsabili politici e attivisti impegnati a promuovere il controllo del tabacco in tutta Europa”, spiega Juha Pekka Turunen, Presidente delle European Cancer Leagues, che promuove l’evento da dieci anni. “Abbiamo compiuto importanti progressi, ma ora ci troviamo di fronte a sfide nuove e in continua evoluzione. La rapida comparsa di nuovi prodotti a base di nicotina, unita al cambiamento delle modalità di consumo, rende il nostro lavoro più urgente che mai. Politiche solide e un impegno condiviso sono essenziali per tutelare la salute pubblica. Il tema di quest’anno riflette un obiettivo chiaro: le città devono essere ambienti che promuovano la salute, il benessere e la sostenibilità. Dalle scuole ai parchi, dalle strade ai trasporti pubblici, ogni spazio dovrebbe rendere le scelte salutari la scelta più semplice”.
Secondo la Lilt, a penalizzare l’Italia è il forte ritardo normativo sui nuovi prodotti a base di nicotina. Nonostante il divieto storico di pubblicità del tabacco introdotto nel 1962, nel Paese sono ancora permesse massicce campagne promozionali per sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Inoltre, l’uso di questi dispositivi resta consentito in molti spazi al chiuso, come bar, ristoranti e uffici, peggiorando sensibilmente il punteggio italiano nel report della Tobacco Control Scale. Negli ultimi anni l’Europa ha accelerato il controllo sui nuovi prodotti da fumo, mentre l’Italia ha accumulato forti ritardi. Il contrasto al tabagismo oggi non punta più solo alle sigarette tradizionali, ma alla dipendenza da nicotina nel suo complesso, per questo il tabacco riscaldato richiede regole coerenti e rigorose, superando la falsa percezione che sia meno problematico.
La visione di città più sane promossa da ECToH è oggi “fortemente minacciata dalla strategia delle multinazionali del tabacco”, avverte la Lilt. Secondo l’associazione, dietro lo slogan commerciale di un futuro senza fumo, l’industria sta di fatto promuovendo nuovi prodotti a base di nicotina usando come pretesto la riduzione del danno. Per rispettare i piani OMS e l’obiettivo europeo di un 2040 senza tabacco, servono riforme coraggiose. Eliminare i prodotti nocivi dalle città significa mettere la salute al centro del benessere urbano, proteggendo giovani e categorie vulnerabili.
E’ stata quindi Lilt, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, che di Ecl fa parte, ad aggiudicarsi la decima edizione di ECHoH e organizzarla per la prima volta in Italia. “Per la Lilt la prevenzione non è soltanto un insieme di campagne informative o di interventi sanitari: è una visione culturale e sociale che mette al centro il diritto delle persone a vivere in ambienti salubri, liberi da dipendenze e da fattori di rischio comunque evitabili”, dichiara Francesco Schittulli, presidente di Lilt nazionale. “Nel contrasto al tabacco e ai prodotti contenenti nicotina e/o sostanze cancerogene, la prevenzione rappresenta il primo e più efficace strumento di tutela della salute pubblica. Significa agire prima che la malattia si possa sviluppare, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio, proteggendo soprattutto i giovani e le fasce più vulnerabili della popolazione, e promuovendo una cultura della responsabilità collettiva. Per questo siamo impegnati, a partire dalla Lilt di Milano, su più livelli: innanzitutto attraverso l’educazione alla salute, che coinvolge scuole, famiglie e comunità locali, con programmi rivolti in particolare ai giovani per contrastare
l’iniziazione precoce al fumo e all’uso delle nuove forme di consumo di nicotina e sostanze dannose, oggi sempre più diffuse e spesso percepite erroneamente come innocue. Un secondo pilastro è rappresentato dal supporto alla cessazione del fumo, attraverso i nostri ambulatori, percorsi multidisciplinari, counseling e attività di accompagnamento rivolte a chi desidera liberarsi dalla dipendenza. Smettere di fumare non è soltanto una scelta culturale individuale: è un percorso che necessita di sostegno psico-sanitario e sociale”.
Il congresso ECToH Milano 2026, dopo aver analizzato le interferenze dell’industria, la fiscalità e le strategie di prevenzione, si concluderà con la firma della “Milan Declaration”. Questo documento strategico traccerà la nuova linea internazionale per lo sviluppo di spazi urbani liberi non solo dal fumo tradizionale, ma da qualsiasi forma di nicotina e aerosol. Una svolta decisiva per la protezione delle future generazioni.
