A cura di Linda Parroco
PIANETA DONNA
Nel panorama politico italiano degli ultimi decenni, il percorso delle donne nelle istituzioni è stato segnato da conquiste importanti, ma anche da ostacoli profondi. Per lungo tempo la politica è rimasta uno spazio costruito su linguaggi, tempi e dinamiche prevalentemente maschili, nel quale molte donne hanno dovuto lottare il doppio per conquistare credibilità e riconoscimento.
Figure come Nilde Iotti e Tina Anselmi hanno aperto la strada a una presenza femminile più forte nella vita pubblica italiana, ma il cammino verso una reale parità è ancora lontano dall’essere concluso. È dentro questa storia collettiva che si inserisce il percorso di Stefania Pezzopane, politica abruzzese che ha attraversato alcune delle stagioni più significative della vita pubblica italiana mantenendo sempre al centro temi come i diritti, la giustizia sociale e la partecipazione.
La sua storia, però, non è soltanto politica. È anche il racconto di una donna che ha dovuto costruire sé stessa tra difficoltà personali, impegno civile, battaglie femministe e continue sfide pubbliche. Dall’attivismo studentesco fino ai ruoli istituzionali, passando per l’esposizione mediatica della propria vita privata, il percorso di Pezzopane mostra quanto, ancora oggi, per una donna la dimensione personale venga spesso intrecciata — e giudicata — insieme a quella politica.
Quando ha capito che la politica sarebbe diventata la sua strada?
Non è nata subito come scelta consapevole. In famiglia non c’erano esperienze politiche e io immaginavo per me un futuro diverso: insegnamento, giornalismo, avvocatura.L’impegno nasce durante gli anni del liceo, prima attraverso un forte senso di giustizia verso le disuguaglianze sociali e poi grazie alle battaglie per i diritti delle donne.Facevo parte anche di un gruppo musicale tutto femminile che portava in giro canzoni e temi di lotta.
Poi arrivano le difficoltà personali: il lavoro per aiutare la madre, la perdita del padre a soli vent’anni e una prima candidatura che lei stessa definisce “di servizio”.
Da lì è iniziato un percorso che non avevo previsto.
Nel corso degli anni, quel percorso l’ha portata a ricoprire incarichi istituzionali importanti, fino a diventare nel 2004 Presidente della Provincia dell’Aquila, unica donna in Abruzzo ad essere eletta direttamente dal popolo in quel ruolo, con oltre il 59% dei consensi. Eppure, nonostante i risultati ottenuti, la politica era ancora fortemente segnata da logiche maschili.
Le donne devono dimostrare molto di più per essere considerate credibili. La politica è ancora costruita su tempi, linguaggi e modelli maschili e fatica a cambiare davvero.
Quindi una donna deve sempre dimostrare di valere il doppio…..
Una donna deve dimostrare sempre di più per essere ritenuta adeguata. Il sistema politico tende a riprodurre sé stesso e resta profondamente patriarcale.Ho combattuto la cultura patriarcale cercando alleanze tra donne e senza rinunciare mai alla battaglia.Il mio modo di fare politica si basa su una pratica femminista: ascolto, confronto, sintesi e poi azione per raggiungere risultati concreti.
Una definizione che restituisce una visione della politica distante dalla sola ricerca del consenso e più vicina alla mediazione e alla partecipazione.
Emancipazione femminile: la libertà di una donna passa ancora oggi dalla possibilità di avere gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini.
Significa rompere il tetto di cristallo e poter accedere ai ruoli di potere senza essere penalizzate da pregiudizi o dalla cultura patriarcale. Per le donne è più rischioso essere autentiche. La vita personale viene spesso giudicata e usata per delegittimare. La mia relazione è stata attaccata e ho dovuto difenderla pubblicamente contro pregiudizi e maldicenze. Parole che riportano al tema, ancora attuale, della diversa esposizione riservata alle donne rispetto agli uomini. Se la vita privata di un politico uomo viene spesso percepita come irrilevante o marginale, quella di una donna continua invece a diventare terreno di giudizio. Quando serve rispondo anche pubblicamente, per difendere la mia vita, la mia libertà e le mie scelte.
Nel suo percorso politico non sono mancati momenti difficili. Tra i quali, che ricorda con maggiore amarezza c’è la candidatura a sindaca dell’Aquila nel 2022
Era una candidatura di servizio che però si è persa per divisioni interne al centrosinistra.
Un consiglio alle ragazze che oggi vorrebbero avvicinarsi alla politica ma si sentono scoraggiate…
Non fermatevi alle difficoltà, non ascoltate chi spegne l’entusiasmo e soprattutto studiate e cercate di capire i problemi. Senza conoscenza non ci sono soluzioni, solo slogan.
L’Italia e la parità di genere…
Mancano leggi fondamentali sul consenso, sulla parità salariale e sui congedi parentali. E mancano anche servizi adeguati: il lavoro di cura ricade ancora soprattutto sulle donne.
Il tema della cura, spesso invisibile, resta infatti uno dei nodi centrali delle disuguaglianze
Lontano dai riflettori, Stefania Pezzopane com’è?
Una donna curiosa, affettuosa, che ama stare con le persone, ascoltare e non giudicare.
Leggo molto da sempre. Mi piace leggere, vedere film, cucinare dolci, stare con le persone che amo, andare al mare e in bicicletta.
Se dovesse raccontare la sua vita con una sola parola o immagine?
Il sole.
