15 Agosto 2026, sabato
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Sanità campana, il caso Ruggi accende lo scontro politico: “Sistema al collasso, serve una svolta”

Dopo il sopralluogo dei consiglieri di Fratelli d’Italia ed ECR all’ospedale di Salerno, l’affondo di Edmondo Cirielli: “Anni di gestione De Luca hanno lasciato inefficienze e carenze. Medici eroici, ma non può bastare”

La sanità campana torna al centro del confronto politico, e lo fa partendo da uno dei suoi presìdi più rappresentativi: l’ospedale “Ruggi” di Salerno. A riaccendere i riflettori è la verifica condotta nei giorni scorsi dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia insieme a una delegazione del gruppo europeo ECR Conservatori, che ha fatto emergere – secondo l’opposizione – criticità ormai strutturali.

A sintetizzare il giudizio è Edmondo Cirielli, coordinatore della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, che parla senza mezzi termini di “fallimento gestionale” e di un sistema sanitario regionale segnato da anni di squilibri. Nel mirino, in particolare, la lunga stagione amministrativa guidata dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Secondo Cirielli, quanto osservato all’interno del Ruggi – a partire dal Pronto soccorso fino ai reparti – rappresenterebbe una fotografia fedele di un sistema in affanno: carenze di organico, organizzazione fragile, difficoltà operative che ricadono quotidianamente su personale sanitario e cittadini. Un quadro definito “allarmante”, soprattutto per un presidio considerato strategico non solo per Salerno ma per l’intero territorio provinciale.

Eppure, sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia, a reggere l’urto di queste criticità è ancora una volta il lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari, descritti come il vero argine al declino del servizio pubblico. Professionalità e dedizione che, tuttavia, non possono compensare in modo strutturale le lacune del sistema.

Nel suo intervento, Cirielli introduce anche un elemento di distinzione politica: l’attuale fase gestionale, guidata dal presidente della Commissione regionale Sanità, viene sollevata da responsabilità dirette rispetto alle criticità emerse, attribuite invece a una “pesante eredità” del passato. Tra i segnali incoraggianti citati, l’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, indicata come primo passo verso una possibile inversione di rotta.

Resta però il nodo centrale: la necessità, secondo l’opposizione, di un cambio profondo nella governance del sistema sanitario regionale. Una trasformazione che – conclude Cirielli – deve restituire efficienza ai servizi, dignità ai territori e fiducia ai cittadini, superando definitivamente logiche di potere e gestione clientelare che avrebbero segnato gli ultimi anni.

Il caso Ruggi, in questo senso, si candida a diventare simbolo di una partita più ampia: quella per il futuro della sanità campana.

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