L’Europa finanziaria riparte all’insegna della prudenza ottimista. Le principali Borse del continente aprono in territorio positivo, sostenute da un clima internazionale meno teso dopo il temporaneo stop all’opzione militare statunitense contro l’Iran. Il presidente americano Donald Trump ha infatti deciso di rinviare un attacco già pianificato, lasciando spazio alla diplomazia e riaccendendo le speranze di una soluzione negoziata sulla delicata questione nucleare di Teheran.
Milano si muove sulla linea della cautela, con il Ftse Mib poco sopra la parità, mentre gli altri listini europei mostrano segnali più convincenti: Francoforte avanza dello 0,69%, Parigi dello 0,29%, Londra dello 0,47% e Madrid dello 0,08%. Più incerto il quadro asiatico, con Tokyo che chiude in lieve flessione (-0,12%), riflettendo la debolezza della precedente seduta di Wall Street.
La pausa americana e il ritorno del dialogo
Il rinvio dell’attacco rappresenta un segnale politico rilevante. Trump ha spiegato che la decisione è maturata anche su richiesta di alcuni attori chiave del Golfo — tra cui Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti — interessati a evitare un’escalation militare immediata. La finestra temporale concessa, tra i due e i tre giorni, punta a rafforzare il canale negoziale, che resta centrato sul dossier nucleare.
Nel frattempo emergono indiscrezioni che delineano un possibile compromesso. Secondo fonti mediorientali, l’Iran avrebbe messo sul tavolo una proposta articolata: una tregua progressiva, accompagnata da un’apertura controllata dello Stretto di Hormuz e, soprattutto, un congelamento a lungo termine del proprio programma nucleare, in alternativa al suo smantellamento.
Elemento chiave dell’intesa sarebbe la gestione dell’uranio arricchito: Teheran sarebbe disposta a trasferirne circa 400 chilogrammi in Russia, escludendo gli Stati Uniti come destinazione. Una soluzione che, se confermata, potrebbe rappresentare un punto di equilibrio tra esigenze di sicurezza e salvaguardia della sovranità iraniana.
Energia in discesa, valute in movimento
I segnali di distensione si riflettono immediatamente sui mercati energetici. Il petrolio imbocca la via del ribasso: il Brent scende dell’1,65% a 110,24 dollari al barile, mentre il Wti registra una flessione più marcata (-4,8% a 103,4 dollari). Anche il gas naturale arretra, riportandosi sotto la soglia dei 50 euro per megawattora.
Sul fronte valutario, il dollaro consolida il recupero, con l’euro che si attesta a quota 1,17. Un movimento che segnala un ritorno di fiducia verso la valuta americana in un contesto globale meno incerto, ma ancora fragile.
Piazza Affari tra luci e ombre
A Milano, la seduta si apre con un andamento selettivo. A brillare è Avio, che guadagna oltre il 3% grazie al successo del lancio del vettore Vega, confermando la solidità del comparto aerospaziale italiano.
Di segno opposto il comparto energetico, penalizzato dalla discesa del greggio, e quello tecnologico: StMicroelectronics arretra di circa il 2%, mentre Prysmian si muove in territorio negativo.
Nel comparto obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si mantiene su livelli contenuti, attestandosi a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,90%. Un segnale di relativa stabilità che accompagna la cauta fiducia dei mercati.
In un contesto globale ancora attraversato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche, la giornata si apre dunque all’insegna di un equilibrio precario: la diplomazia frena i venti di guerra e i mercati, senza slanci eccessivi, provano a credere in una tregua possibile.
