5 Agosto 2026, mercoledì
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Milano, trasporti a singhiozzo: sciopero Atm ridotto per salvare il concerto in Duomo

La protesta resta ma si accorcia dopo il confronto in Prefettura: stop limitato tra mattina e primo pomeriggio. Sullo sfondo, lo scontro su liberalizzazioni, sicurezza e futuro del servizio pubblico

Milano si prepara a un venerdì complicato, ma solo “a metà”. Lo sciopero dei mezzi pubblici è confermato, ma in versione ridotta. A ridisegnare tempi e modalità della protesta è stato il confronto con la Prefettura, che ha portato il sindacato Al Cobas a comprimere la mobilitazione in una finestra più contenuta: dalle 8.45 alle 15. Una scelta che punta a evitare il blocco totale della città e, soprattutto, a garantire lo svolgimento del grande evento musicale previsto in piazza Duomo, il tradizionale concerto organizzato da Radio Italia.

Il risultato è un equilibrio precario tra diritto allo sciopero e necessità di tenere in moto la metropoli. Metropolitane, tram e autobus potrebbero comunque subire rallentamenti significativi, con possibili cancellazioni nelle ore centrali della giornata. Il rischio è quello di una città che procede a intermittenza, con disagi concentrati soprattutto nella fascia tra tarda mattinata e primo pomeriggio.

Alla base della protesta c’è un nodo che va ben oltre la singola giornata: il futuro del trasporto pubblico locale milanese. Al Cobas contesta apertamente i processi di liberalizzazione in atto e punta il dito contro il progetto “Milano Next”, considerato un passo verso una progressiva esternalizzazione del servizio. La richiesta è netta: fermare il piano e riportare la gestione sotto un controllo pubblico diretto.

Nel mirino finiscono in particolare appalti e subappalti, ritenuti dal sindacato responsabili di una frammentazione del servizio e di un peggioramento delle condizioni di lavoro. La proposta alternativa è la trasformazione di Atm in azienda speciale del Comune, una forma che garantirebbe – secondo i promotori della protesta – maggiore controllo pubblico, stabilità occupazionale e qualità del servizio.

Accanto alla battaglia sulla governance, emerge con forza anche il tema della sicurezza. I lavoratori denunciano un aumento delle aggressioni ai danni del personale viaggiante, un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più preoccupanti. Tra le richieste, l’introduzione di sistemi di protezione passiva sui mezzi e interventi strutturali per tutelare conducenti e operatori.

Il venerdì milanese, dunque, si annuncia come un banco di prova non solo per la tenuta del servizio, ma anche per il dialogo tra istituzioni e sindacati. Con una città divisa tra le ragioni della protesta e la voglia di normalità, mentre sullo sfondo resta aperta una partita cruciale: quella sul modello di trasporto pubblico del futuro.

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