29 Giugno 2026, lunedì
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Guerra nel Mar Nero, Kiev alza il tiro: colpite due petroliere russe della “flotta ombra”

Zelensky rivendica l’operazione al largo di Novorossiysk: nel mirino le navi utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio. “Continuiamo a colpire la logistica energetica russa”

Il conflitto tra Ucraina e Russia si sposta ancora una volta sulle rotte energetiche del Mar Nero, snodo cruciale per l’economia di Mosca e per l’equilibrio geopolitico della regione. Nelle acque antistanti il porto russo di Novorossiysk, uno dei principali terminal petroliferi del Paese, due petroliere sono state colpite in un’operazione rivendicata direttamente da Kiev.

A darne notizia è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che attraverso un messaggio diffuso su Telegram ha confermato il coinvolgimento delle forze di difesa ucraine. Secondo quanto dichiarato, le navi bersaglio facevano parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, una rete di imbarcazioni impiegate per trasportare petrolio aggirando le restrizioni imposte dalle sanzioni internazionali.

“Le nostre forze continuano ad applicare sanzioni dirette contro la flotta petrolifera ombra russa”, ha affermato Zelensky, sottolineando come l’azione rientri in una strategia più ampia di pressione economica su Mosca. Le petroliere, ha precisato, sono state colpite mentre si trovavano all’ingresso del porto, un punto nevralgico per il traffico energetico russo sul Mar Nero.

L’operazione evidenzia un’evoluzione significativa nella condotta militare ucraina, sempre più orientata a colpire infrastrutture e asset strategici legati all’export di idrocarburi. In un contesto in cui il petrolio rappresenta una delle principali fonti di entrate per il Cremlino, azioni di questo tipo assumono un valore che va oltre il piano strettamente militare, incidendo direttamente sulla capacità finanziaria della Federazione russa.

Zelensky ha inoltre voluto rimarcare il coordinamento tra le diverse componenti della sicurezza nazionale coinvolte nell’operazione: dai servizi di controspionaggio alla marina militare, passando per i vertici strategici. Un lavoro congiunto che, nelle parole del presidente, continua a produrre “risultati positivi” sul campo.

Resta ora da valutare l’impatto concreto dell’attacco, sia in termini di danni alle unità colpite sia sul piano più ampio della sicurezza delle rotte commerciali nel Mar Nero, già fortemente compromesse da oltre due anni di guerra. Quel che appare certo è che Kiev intende proseguire nella sua offensiva mirata contro la logistica energetica russa, trasformando il mare in un ulteriore fronte caldo del conflitto.

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