27 Aprile 2026, lunedì
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Ricina, il mistero si allarga: possibile esposizione in più tempi

Nuove piste nell’inchiesta sulla morte di madre e figlia a Pietracatella: si indaga su più momenti di contaminazione. Riprendono le audizioni, mentre proseguono gli accertamenti tecnici e scientifici

Non un unico episodio, ma una possibile esposizione ripetuta nel tempo. È questa la nuova direttrice investigativa che emerge nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, il caso che ha scosso la comunità di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli inquirenti non escludono più che il contatto con la ricina – il potente veleno individuato dagli esami – possa essere avvenuto in più fasi, ampliando così lo scenario e rendendo ancora più complessa la ricostruzione dei fatti.

Un’ipotesi che segna un cambio di passo nelle indagini e che impone di rivedere tempi, modalità e contesti dell’esposizione. Non soltanto i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, dunque, ma un arco temporale più esteso, che include anche i giorni immediatamente successivi, il giorno di Natale e le ore che hanno preceduto i ricoveri.

Proprio per chiarire questi passaggi, oggi – lunedì 27 aprile – negli uffici della questura di Campobasso sono riprese le audizioni delle persone informate sui fatti. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno ascoltando amici, parenti e conoscenti della famiglia, nel tentativo di ricostruire con precisione abitudini, spostamenti e contatti delle vittime. Non si esclude che nei prossimi giorni possa essere nuovamente sentito anche Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne decedute, già ascoltato nelle fasi iniziali dell’indagine.

Sul fronte tecnico, il calendario degli accertamenti si presenta fitto. Domani, martedì 28 aprile, è previsto l’esame irripetibile sul telefono cellulare di Alice Di Vita, la figlia maggiore diciannovenne. Negli uffici della Squadra Mobile sarà effettuata l’estrazione della copia forense dei dati, un passaggio cruciale per acquisire eventuali elementi utili tra messaggi, contatti e attività digitali, alla presenza dei consulenti delle parti.

Il giorno successivo, mercoledì 29 aprile, a Bari, il medico legale incaricato, Pia Benedetta De Luca, procederà all’analisi dei vetrini istologici, incrociando i risultati con gli esiti tossicologici. Anche in questo caso, le operazioni si svolgeranno in contraddittorio, con la partecipazione dei consulenti nominati dalle parti coinvolte.

Parallelamente, è atteso in settimana un nuovo sopralluogo scientifico nell’abitazione di Pietracatella, sotto sequestro dal 28 dicembre 2025. Gli specialisti torneranno a setacciare l’immobile alla ricerca di tracce e possibili fonti di esposizione al veleno, in un contesto che resta ancora opaco e ricco di interrogativi.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Larino, si muove su un doppio binario: da un lato il fascicolo per duplice omicidio volontario contro ignoti, dall’altro quello per omicidio colposo che coinvolge cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Due filoni distinti ma destinati a intrecciarsi, mentre si tenta di fare luce su una vicenda che, a distanza di mesi, continua a sollevare più domande che risposte.

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