27 Aprile 2026, lunedì
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Sparatoria al gala di Washington, il sospetto Cole Allen e l’ombra del dissenso sull’Ucraina

Dalle invettive online contro l’amministrazione Trump alle donazioni per Kiev: il profilo del 31enne che oggi comparirà in tribunale

Dietro la sparatoria che ha scosso una cena di gala nella capitale americana, alla presenza del presidente Donald Trump, emergono i contorni di un movente politico intrecciato al conflitto ucraino. Il principale sospettato, il 31enne Cole Allen, avrebbe più volte espresso un acceso dissenso nei confronti della linea della Casa Bianca sul sostegno a Kiev.

A rivelarlo è il New York Post, che ricostruisce un lungo flusso di messaggi — oltre mille — nei quali Allen criticava apertamente l’amministrazione Trump. Un malcontento che, secondo quanto riportato, si sarebbe fatto via via più intenso con il progressivo ridimensionamento degli aiuti statunitensi all’Ucraina.

Nel mirino del sospettato non solo il presidente, ma anche il vicepresidente J. D. Vance, duramente attaccato per le dichiarazioni rilasciate lo scorso aprile, quando aveva motivato la scelta di non rafforzare il sostegno militare a Kiev. Parole che avrebbero alimentato ulteriormente la frustrazione di Allen, già attivo nel supporto a diverse raccolte fondi destinate alle truppe ucraine.

Il profilo che emerge è quello di un uomo radicalizzato da una crescente sfiducia nelle istituzioni federali e da una forte adesione alla causa ucraina, tradotta non solo in prese di posizione pubbliche ma anche in contributi concreti. Resta ora da chiarire se e quanto queste convinzioni abbiano influito direttamente sull’episodio violento che ha interrotto la serata di gala.

Cole Allen è atteso oggi in tribunale, dove dovrà rispondere delle accuse a suo carico. L’udienza rappresenterà il primo passaggio formale di un caso destinato ad avere rilevanti implicazioni politiche e di sicurezza interna, in un clima già segnato da profonde divisioni sul ruolo internazionale degli Stati Uniti.

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