29 Giugno 2026, lunedì
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Spari al corteo del 25 Aprile a Roma: feriti due attivisti Anpi, scontro politico sul clima delle celebrazioni

Colpi da una pistola ad aria compressa durante la festa della Liberazione a Parco Schuster. Indagini in corso. Condanna bipartisan, ma è polemica tra maggioranza e opposizione su intolleranza e memoria storica

Una giornata simbolo dell’identità repubblicana, quella del 25 Aprile, si chiude con un episodio che scuote Roma e riaccende il confronto politico sul clima che accompagna le celebrazioni della Liberazione. Nel primo pomeriggio, mentre migliaia di persone affollavano l’area di Parco Schuster al termine del corteo, due iscritti all’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) sono stati feriti da colpi esplosi con una pistola ad aria compressa.

L’aggressione è avvenuta in via delle Sette Chiese, a poca distanza dal cuore della manifestazione. Le vittime – un uomo e una donna, entrambi con al collo il tradizionale fazzoletto dell’Anpi – sono state raggiunte da tre piombini sparati da un giovane in sella a uno scooter chiaro. Il responsabile, secondo le prime ricostruzioni, indossava un casco integrale e una giacca mimetica e avrebbe fatto fuoco da circa dieci metri prima di dileguarsi. Due colpi hanno colpito l’uomo al collo, uno la donna alla spalla. Nessuno dei due è in pericolo di vita, ma entrambi sono rimasti sotto shock.

Sul posto sono stati rinvenuti alcuni piombini compatibili con l’arma utilizzata. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per lesioni aggravate, mentre gli investigatori sono al lavoro per identificare l’aggressore e chiarire il movente.

Durissima la reazione del mondo politico e associativo. Presente al corteo, Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico e consigliera regionale del Lazio, ha parlato di “episodio gravissimo” chiedendo che si faccia rapidamente piena luce. Bonafoni ha sottolineato l’eccezionalità dell’accaduto, avvenuto “in mezzo a migliaia di persone, tra famiglie e bambini”, esprimendo solidarietà ai feriti e all’Anpi e una “inappellabile condanna” del gesto.

Netta anche la presa di posizione dell’Anpi di Roma, che definisce l’accaduto “una vile aggressione” e un attacco non solo alle persone coinvolte ma al significato stesso della memoria partigiana. L’associazione parla di un gesto che colpisce “la Repubblica nata dalla Resistenza” e ribadisce la volontà di proseguire l’impegno “contro ogni forma di nazifascismo, autoritarismo e suprematismo”, senza lasciarsi intimidire.

Ma il 25 Aprile di quest’anno è segnato anche da tensioni su altri fronti. A Milano, infatti, si sono registrati momenti di forte attrito durante le manifestazioni, in particolare nei confronti della Brigata Ebraica. Episodi che hanno alimentato una dura reazione da parte del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che ha parlato di “manifestazioni di intolleranza e ostilità” attribuite a frange della sinistra.

Secondo Cirielli, quanto accaduto impone una riflessione non più rinviabile: la ricorrenza della Liberazione – ha sottolineato – non può essere “monopolizzata” né trasformata in uno spazio di esclusione. Il viceministro ha inoltre richiamato la necessità di contrastare con fermezza ogni forma di antisemitismo, definendolo un fenomeno ancora presente e pericoloso.

Due episodi diversi, tra Roma e Milano, che restituiscono l’immagine di una ricorrenza ancora capace di unire ma anche di dividere, tra memoria condivisa e tensioni contemporanee. Sullo sfondo, resta l’urgenza di chiarire quanto accaduto nella Capitale e di riportare il confronto pubblico entro i confini di un dibattito civile, all’altezza del significato storico del 25 Aprile.

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