26 Luglio 2026, domenica
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Terrore nella notte a Vicenza: l’ex senatore della Lega Filippi sequestrato e rapinato nella sua villa

Quattro banditi armati e incappucciati lo attendono nel giardino di casa: aggressione, un’ora di sequestro e bottino milionario davanti alla famiglia

Un’aggressione pianificata nei dettagli, consumata nel silenzio della notte e culminata in un sequestro lampo durato quasi un’ora. È accaduto ad Arcugnano, sulle colline vicentine, dove l’ex senatore della Lega ed imprenditore Alberto Filippi è stato vittima di una violenta rapina nella sua abitazione.

L’assalto è avvenuto intorno alle 23 di venerdì, al rientro dell’ex parlamentare nella propria villa. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, ad attenderlo c’era un commando composto da quattro uomini, nascosti nel giardino e pronti a entrare in azione. I malviventi, armati di pistola e con il volto coperto, sono sbucati all’improvviso da un cespuglio mentre Filippi stava parcheggiando l’auto in garage.

L’imprenditore è stato aggredito con violenza, colpito e immobilizzato nel giro di pochi istanti. Sotto la minaccia delle armi, è stato poi trascinato all’interno dell’abitazione, dove in quel momento si trovavano anche la moglie e le figlie piccole, costrette ad assistere alla scena in uno stato di comprensibile terrore.

Una volta dentro, la banda ha separato Filippi dal resto della famiglia, conducendolo con la forza in un’altra stanza. Qui è iniziata la fase più metodica del colpo: i rapinatori hanno agito con rapidità e apparente sicurezza, puntando direttamente agli oggetti di valore. Sono stati sottratti orologi di pregio – per un valore stimato in centinaia di migliaia di euro – oltre a borse e altri beni di lusso.

Il sequestro si è protratto per circa un’ora, un tempo lungo abbastanza da consentire ai banditi di completare l’azione e garantirsi la fuga senza interferenze. Il bottino complessivo è ancora in fase di quantificazione, ma le prime stime parlano di una cifra che potrebbe raggiungere diversi milioni di euro.

Non è escluso che il gruppo avesse studiato in anticipo abitudini e movimenti della vittima, scegliendo con precisione il momento più vulnerabile per colpire. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto, analizzando eventuali sistemi di videosorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze utili.

L’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno in crescita: quello delle rapine in villa, spesso caratterizzate da un’elevata organizzazione e da livelli di violenza sempre più preoccupanti. In questo caso, oltre al danno economico, resta il trauma subito dalla famiglia, segnata da una notte di paura difficile da dimenticare.

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