Prende il via la 27ª edizione de “La Milanesiana”, la prestigiosa rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. A partire dal 24 maggio, il festival attraverserà 18 città italiane con un ricco calendario di 60 appuntamenti. Vero e proprio laboratorio d’idee, la manifestazione vedrà la partecipazione di ospiti internazionali, offrendo un dialogo aperto tra letteratura, cinema, sport e fumetto
Durante la conferenza stampa al Piccolo Teatro Grassi di Milano, il direttore artistico Elisabetta Sgarbi ha presentato il tema di quest’anno: “Il desiderio e la legge”. Si tratta di due forze contrapposte ma profondamente intrecciate, la cui relazione rappresenta uno dei nodi cruciali del nostro tempo. Il tema promette di essere un terreno fertile per riflettere su confini morali e territoriali, autodisciplina, libertà e responsabilità individuale.
“Il tema di quest’anno ci sfida a riflettere sul rapporto tra legge e desiderio, due dimensioni che possono sembrare antagoniste, ma che in realtà hanno un rapporto dialettico, se non viscerale. Un divieto si oppone a un desiderio, e, opponendovisi, lo sottolinea e, a volte, può anche accenderlo. Non ci sarebbe divieto senza desideri. E forse dei desideri non avremmo coscienza se non ci venissero in soccorso i divieti”, spiega Elisabetta Sgarbi.
Il simbolo de “La Milanesiana” è una rosa, dipinta da Franco Battiato e rielaborata da Franco Achilli per rincarnare l’intreccio tra desiderio e legge. L’immagine gioca su un equilibrio sottile: se il fiore e il suo profumo evocano attrazione e slancio immaginativo, le spine e la sua struttura geometrica richiamano il limite e la norma. Non vi è opposizione tra questi due poli: è proprio la legge, infatti, a dare forma e significato al desiderio.
Su questi due binari si muovono le anteprime assolute della stagione: Toni Laudadio e Ferruccio Spinetti in “All’ombra dell’ultimo sole”, Cristiana Capotondi in “L’attrice (spettacolo in un prologo e 8 quadri)” e Anna Valle in “Essere Armani”, accompagnata dai musicisti Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli.
La Milanesiana si apre quest’anno a nuovi orizzonti collaborando, per la prima volta, con l’Istituto Clinico Humanitas e il Carcere di San Vittore: l’obiettivo è far fiorire il confronto culturale anche in luoghi di cura e confine. In questo percorso dedicato all’accessibilità, spicca l’omaggio all’Istituto dei Ciechi di Milano nel segno di Jorge Luis Borges. A quarant’anni dalla morte, il festival celebra il genio argentino che ha trasformato il buio della cecità nel fulcro della sua straordinaria immaginazione letteraria.
La nuova edizione si apre con un prestigioso doppio appuntamento milanese: il 25 e 26 maggio il regista sudcoreano Park Chan-wook, autore di capolavori come “Old Boy” e “No Other Choice”, sarà ospite in città per ricevere il Premio Omaggio al Maestro. Il programma proseguirà poi con un incontro dedicato alla letteratura internazionale, che vedrà protagonisti l’autrice palestinese Adania Shibli e lo scrittore libanese Rabih Alameddine, fresco vincitore del National Book Award 2025. Quest’ultimo presenterà il suo nuovo romanzo “La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre)” in uscita in Italia il 2 giugno.
Oltre al riconoscimento per Park Chan-wook, la nuova edizione de La Milanesiana vanta un ricco palmarès. Elisabetta Sgarbi ha annunciato il Premio Scuola Pitagorica per le Scienze all’immunologo Alberto Mantovani e il Premio Omaggio al Maestro ai registi milanesi Maurizio Nichetti e Bruno Bozzetto. Il mondo della musica vedrà protagonista Ermal Meta con il Premio SIAE, mentre il Premio Rosa d’Oro sarà assegnato ad Art Spiegelman (Premio Pulitzer 1992) e Françoise Mouly. Infine, il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle andrà allo scrittore Olivier Guez per la letteratura e a Régis Wargnier per il cinema.
L’edizione 2026 rende omaggio a Daniela Benelli e Dario Salvetti, figure chiave che hanno nutrito “La Milanesiana” con le proprie idee fin dalla nascita. Il loro contributo sarà ricordato attraverso gli appuntamenti di quest’anno, insieme a un pensiero speciale per Giorgio Gosetti, stimato direttore del Noir in Festival.
La Milanesiana si conferma ancora una volta laboratorio d’eccezione dove le arti si intrecciano senza barriere. Attraverso il dialogo tra grandi voci internazionali, il festival supera il classico dibattito per offrire una vera esperienza di scoperta. Una rassegna libera e multidisciplinare che resta un punto di riferimento per chi vuole decifrare il presente con gli strumenti della cultura e del pensiero. Tutti gli appuntamenti sono consultabili sul sito ufficiale.
