24 Giugno 2026, mercoledì
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Piazza Affari vola oltre i 45mila punti: i mercati scommettono sulla fine del conflitto

Rally globale dopo le parole di Trump sull’Iran: Milano guida l’Europa, energia in calo e nuove opportunità per la gestione attiva

C’è un cambio di clima, improvviso e deciso, sui mercati finanziari internazionali. Le Borse tornano a correre, sospinte da un rinnovato ottimismo geopolitico: la prospettiva di una possibile fine del conflitto in Iran, evocata da Donald Trump, accende gli acquisti e riporta gli indici ai massimi recenti.

A fare da apripista è stata l’Asia, con Tokyo in forte rialzo già nelle prime ore della giornata, seguita a ruota dall’Europa. Ma è Milano a prendersi la scena, con un balzo che ha il sapore del riscatto dopo settimane di tensioni.

Milano guida la riscossa europea

FTSE MIB rompe al rialzo la soglia simbolica dei 45mila punti, archiviando in poche sedute le perdite accumulate nell’ultimo mese, quando il conflitto aveva eroso circa il 6% del valore del listino. A metà giornata, l’indice segna un progresso vicino al 3%, il migliore tra le principali piazze del continente.

A trainare il rally sono i grandi nomi della finanza e dell’industria italiana: UniCredit e Intesa Sanpaolo guidano il comparto bancario, mentre Buzzi, Prysmian e Ferrari consolidano il movimento rialzista anche sul fronte industriale e del lusso.

Il rimbalzo non è isolato: CAC 40 a Parigi e DAX a Francoforte avanzano entrambi di oltre il 2%, confermando un recupero diffuso del sentiment europeo.

Energia in calo, mercati più distesi

Il segnale più evidente del mutato scenario arriva dal comparto energetico. Il petrolio torna a scendere: il Wti arretra di circa il 2%, riportandosi sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Ancora più marcato il calo del gas naturale, che riflette aspettative di una progressiva de-escalation.

I prezzi delle consegne future si allineano a uno scenario meno teso, suggerendo che gli operatori stanno già prezzando una possibile normalizzazione del quadro geopolitico.

Nel frattempo, anche i futures di Wall Street mantengono un’impostazione positiva, dopo i robusti rialzi della seduta precedente. L’attenzione resta però concentrata sul discorso alla nazione di Trump, atteso nella notte italiana: un passaggio che potrebbe consolidare — o ribaltare — l’attuale entusiasmo.

Gestione attiva, torna il momento delle scelte

In questo contesto, secondo Kristina Hooper, strategist di Man Group, si apre una fase particolarmente favorevole per la gestione attiva.

A sostegno di questa tesi c’è il comportamento dell’indice di dispersione dello S&P 500 (DSPX), salito a 31,87 a fine marzo. Un livello che segnala una minore correlazione tra i titoli: in altre parole, i mercati non si muovono più all’unisono.

“Gli investitori stanno mostrando maggiore selettività, distinguendo tra vincitori e perdenti”, osserva Hooper. Una dinamica destinata, secondo l’esperta, a proseguire finché durerà l’incertezza geopolitica.

Poi, una volta archiviata la crisi, il focus tornerà su un altro grande tema destinato a plasmare i mercati: la competizione globale sull’intelligenza artificiale. Sarà lì, ancora una volta, che si definiranno le nuove gerarchie tra titoli e settori.

In sintesi, i mercati stanno già guardando oltre la crisi. E lo fanno con una convinzione che, almeno per ora, sembra premiare chi ha scelto di restare investito.

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