Il governo si prepara a intervenire con un nuovo taglio delle accise sui carburanti, nel tentativo di contenere l’impatto dell’emergenza energetica su famiglie e imprese. L’annuncio arriva dal ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, che ha indicato tempi stretti per l’adozione del provvedimento.
Intervenuto ai microfoni di Sky TG24, Foti ha chiarito che il taglio “sarà fatto in settimana, tra pochi giorni”, sottolineando la necessità di risposte tempestive in una fase di forte incertezza internazionale. “In una situazione di emergenza, si devono dare risposte di emergenza”, ha ribadito, tracciando un quadro che lega direttamente l’andamento del conflitto agli equilibri economici interni.
Secondo il ministro, la durata della crisi rappresenta il vero spartiacque: una soluzione nel breve periodo consentirebbe al sistema di reggere l’urto, ma uno scenario prolungato rischierebbe di produrre effetti simili a quelli già sperimentati durante la pandemia. “Se la guerra si chiude in 15-20 giorni possiamo tenere botta. Ma se perdura, come successo con il Covid, dobbiamo impedire che le imprese mettano i lavoratori in cassa integrazione e che si blocchi il sistema produttivo”, ha spiegato.
Nel ragionamento del governo entra anche il tema dei vincoli europei di bilancio. Foti non esclude infatti la possibilità di uno scostamento rispetto ai parametri tradizionali, qualora la crisi dovesse aggravarsi: “Sforare il 3% potrebbe essere una decisione che il Consiglio europeo adotta in relazione al perdurare del conflitto”. Una prospettiva che aprirebbe margini di manovra straordinari, ma che richiederebbe un coordinamento a livello comunitario.
Nel frattempo, l’esecutivo continua a fare i conti con le proprie risorse. “Noi stiamo facendo i conti a casa nostra”, ha concluso il ministro, lasciando intendere che ogni intervento dovrà essere calibrato con attenzione per evitare squilibri nei conti pubblici.
Il taglio delle accise si inserisce così in una strategia più ampia di contenimento degli effetti della crisi, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto e salvaguardare la tenuta del tessuto produttivo nazionale. Un intervento che, nelle intenzioni del governo, dovrà essere tanto rapido quanto mirato, in un contesto in continua evoluzione.
