29 Giugno 2026, lunedì
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Terrorismo, piano di strage in una scuola: arrestato 17enne. Indagine su rete neonazista online

Operazione “Hate” dei Carabinieri a Perugia: il minorenne diffondeva su Telegram manuali per armi ed esplosivi. Nel mirino anche una galassia di coetanei radicalizzati

Un progetto di morte, lucidamente costruito e alimentato nell’ombra dei canali digitali. È questo il quadro che emerge dall’operazione “Hate”, condotta dai Carabinieri nella notte tra sabato e domenica, che ha portato all’arresto di un ragazzo di 17 anni, originario di Pescara ma domiciliato in provincia di Perugia. L’accusa, pesante, è quella di propaganda terroristica e istigazione a delinquere aggravata da motivi di odio razziale, etnico e religioso.

Secondo la ricostruzione della Procura, il giovane non si limitava a frequentare ambienti virtuali estremisti, ma ne era parte attiva e propulsiva. Attraverso canali Telegram diffondeva materiale altamente sensibile: veri e propri manuali operativi con istruzioni dettagliate per la costruzione di armi da fuoco — anche mediante l’uso di stampanti 3D — e per la fabbricazione di esplosivi artigianali. Tra questi, il TATP (perossido di acetone), tristemente noto agli investigatori internazionali come “madre di Satana”, già utilizzato negli attentati che hanno insanguinato l’Europa negli ultimi anni.

Non solo. Nel materiale sequestrato figurano anche documenti su sostanze chimiche e batteriologiche potenzialmente letali, oltre a guide pratiche per il sabotaggio di infrastrutture e servizi pubblici essenziali. Un archivio inquietante, che restituisce l’immagine di una radicalizzazione avanzata e strutturata.

Le indagini hanno inoltre portato alla luce i contatti del minorenne con i vertici di un gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, un contesto digitale riconducibile a ideologie neonaziste, suprematiste e accelerazioniste. In queste comunità virtuali, spiegano gli inquirenti, vengono esaltati e mitizzati autori di stragi come Brenton Tarrant, responsabile dell’attacco di Christchurch, e Anders Behring Breivik, autore delle stragi di Oslo e Utøya: figure elevate a modelli, se non a veri e propri simboli da imitare.

In questo scenario, il 17enne avrebbe maturato e pianificato un attacco in una scuola, ispirandosi esplicitamente al massacro della Columbine High School del 1999, con l’intenzione — secondo gli investigatori — di togliersi la vita subito dopo.

L’operazione si è estesa ben oltre il singolo arresto. I Carabinieri hanno eseguito perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di altri sette minorenni, residenti nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo. Anche loro risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di odio discriminatorio.

Emergerebbe così una rete giovanile interconnessa, inserita in un ecosistema digitale transnazionale in cui circolano contenuti estremisti, strategie operative e narrazioni violente. Un universo parallelo che, partendo da forum e chat criptate, rischia di tradursi in minaccia concreta.

L’inchiesta prosegue per delineare ruoli, responsabilità e possibili ulteriori ramificazioni. Sullo sfondo resta l’allarme, sempre più attuale, della radicalizzazione online tra giovanissimi e della capacità di queste piattaforme di trasformarsi in incubatori di odio e violenza organizzata.

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