A cura di Gilberto Borzini
LA RIFLESSIONE
Spiace per Pizzaballa, ma non capisco perché‘ uno Stato laico come risulta essere, costituzionalmente, l’Italia assuma posizioni diplomatiche che non le competono. Che protesti il Vaticano è ovvio ma perché‘ il Governo italiano?
Recita l’Articolo 19 della Costituzione della Repubblica italiana: tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne, in privato o in pubblico, il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Il che dovrebbe significare che la Repubblica non afferma alcuna religione di Stato.
Dovrebbe, appunto.
Poi esistono i Patti Lateranensi, sottoscritti nel 1929 e rivisitati nel 1984, con cui l’Italia riconosce l’indipendenza dello Stato del Vaticano, secondo l’antico motto “libera Chiesa in libero Stato”.
Certamente, gli stessi Patti attribuiscono alla Città di Roma un significato particolare, essendo sede del cattolicesimo, e gli accordi definiscono specifiche condizioni di fiscalità per i beni ecclesiastici presenti sul territorio italiano.
In teoria, la questione finisce lì. E invece, nella pratica, no.
Persistiamo nel mantenere crocifissi appesi nelle aule dei tribunali, nelle scuole e negli ospedali, infischiandocene del fatto che sempre più frequentatori siano laici, agnostici o fedeli di altre confessioni.
Volete davvero esprimere un senso religioso nelle scuole?
Mettete un totem con scritto “Opera il bene e combatti il male” e tutti saranno soddisfatti, laici inclusi.
Volete affermare il senso di giustizia nei tribunali?
Operate applicando criteri di giustizia, seguendo alla lettera la scritta che campeggia nelle aule, e nessuno se ne avrà a male.
Cosa abbia a che fare il crocifisso cristiano negli spazi di pertinenza dell’amministrazione pubblica è materia che supera la razionalità.
L’operato dei cardinali, dei nunzi apostolici e degli arcivescovati sparsi per il mondo fa riferimento alle politiche assunte dallo Stato Vaticano, non certo a quello italiano.
Quindi, se proprio vogliamo dare l’idea di essere una cosa sola, allora prendiamo per buone le prediche di Papa Francesco e di Papa Leone contro la guerra e contro gli eccessi del neoliberismo e facciamole diventare “buone ragioni di politica estera”.
Abbaiare quando si impedisce a un cardinale di affermare un rito, dopo aver taciuto davanti al massacro di centinaia di migliaia di civili inermi a Gaza, perpetuando il silenzio davanti al milione di residenti sfollati da Beirut, che si aggiungono ai quasi due milioni di palestinesi senza dimora, non solo è ridicolo, ma è davvero pietoso e disarmante nella sua ipocrisia.
Che poi all’attuale apparato di governo piaccia molto fingersi cristiano, malgrado figli nati fuori dal matrimonio, divorzi e convivenze more uxorio, e la promulgazione di norme che nulla hanno a che fare con il messaggio dell’accoglienza, della condivisione e della compassione proposto dal Vangelo cristiano, è politicamente comprensibile quanto eticamente discutibile.
L’Italia farebbe bene a scegliere: se è laica, lo sia in tutte le dimensioni. Se invece vuole fare la baciapile, allora si integrino i due Stati, si torni al Papa Re e la si finisca con queste pagliacciate.
