Dopo una partenza incerta, le Borse europee ritrovano slancio e chiudono in territorio positivo, mostrando una resilienza che sorprende alla luce delle crescenti tensioni geopolitiche. I timori legati alle mosse degli Houthi nel Mar Rosso e alle possibili evoluzioni militari statunitensi in Iran non sembrano, almeno per ora, intaccare la fiducia degli investitori.
I principali listini del continente si muovono con cautela ma in progresso: Milano avanza dello 0,18%, Francoforte segna un marginale +0,03%, Parigi guadagna lo 0,16% e Madrid si distingue con un +0,35%. Una crescita contenuta ma significativa, che riflette un atteggiamento attendista più che una vera e propria euforia.
Segnali incoraggianti arrivano anche dall’altra sponda dell’Atlantico. I future di Wall Street si muovono in territorio positivo, suggerendo un’apertura tonica per i mercati americani. Tuttavia, sotto la superficie resta qualche elemento di inquietudine: i rendimenti dei titoli di Stato continuano a salire, alimentando interrogativi sulla tenuta della crescita e sulle future mosse delle banche centrali.
A sostenere i listini contribuisce anche la nuova impennata dei prezzi energetici. Il petrolio torna protagonista: il Wti supera la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, attestandosi a 102,1 dollari (+2,47%), mentre il Brent accelera fino a 116,26 dollari (+3,2%). Un rialzo che riflette le tensioni sull’offerta e le incognite legate al quadro mediorientale.
A Piazza Affari sono proprio i titoli energetici a trainare il listino. Saipem si mette in evidenza con un progresso dell’1,9%, seguita da Eni (+1,3%) ed Enel (+2%), in un comparto che beneficia direttamente dell’aumento delle quotazioni del greggio. Più debole il settore bancario: Monte dei Paschi di Siena arretra di quasi un punto percentuale, segnalando una maggiore cautela da parte degli operatori.
Sul fondo resta l’incertezza sul futuro del conflitto in Medio Oriente, che divide il mercato in due letture contrapposte. Da un lato c’è chi intravede spiragli per una possibile de-escalation nel breve periodo; dall’altro, chi teme un prolungamento delle ostilità con effetti più profondi e duraturi sugli equilibri economici globali.
Nel frattempo, le Borse scelgono di guardare avanti, mantenendo la rotta nonostante un orizzonte che resta, inevitabilmente, carico di incognite.
