7 Maggio 2026, giovedì
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Antonelli, capolavoro a Suzuka: vittoria e vetta mondiale, l’Italia torna a sognare

Dalla partenza da incubo alla rimonta perfetta: il talento azzurro domina in Giappone, firma il secondo successo stagionale e riporta il tricolore in testa al Mondiale dopo 21 anni

C’è qualcosa di già epico nella parabola di Andrea Kimi Antonelli. A Suzuka, su uno dei tracciati più esigenti e iconici del calendario, il giovane talento italiano scrive un’altra pagina destinata a restare. Dopo la pole position del sabato, arriva una vittoria autoritaria nel Gran Premio del Giappone che vale molto più dei 25 punti: vale la leadership del Mondiale e il ritorno dell’Italia in cima alla Formula 1 dopo oltre due decenni.

Eppure, la gara del pilota Mercedes non nasce sotto i migliori auspici. Allo spegnersi dei semafori, Antonelli sbaglia tutto: pattina, perde posizioni, scivola addirittura fino alla sesta piazza. Davanti si accende subito la battaglia, con Oscar Piastri a guidare il gruppo inseguito da Charles Leclerc e Lando Norris.

È l’inizio di una corsa tutta in salita, ma anche il preludio a una dimostrazione di maturità sorprendente. Le Mercedes mostrano un passo superiore, ma restano a lungo intrappolate nel traffico. George Russell fatica a liberarsi, mentre Antonelli attende il momento giusto, studiando la pista e gli avversari.

Quel momento arriva intorno al quindicesimo giro. Il ritmo dell’italiano cambia improvvisamente: sorpassa Norris, poi Leclerc, con manovre pulite e decise. È il più veloce in pista, gira su tempi irraggiungibili per tutti gli altri. Ma per completare la rimonta serve un episodio favorevole.

L’episodio ha il volto della Safety Car, provocata dall’incidente di Oliver Bearman. Russell è appena rientrato ai box, Antonelli resta fuori e si ritrova improvvisamente in testa. È il momento chiave.

Alla ripartenza, il giovane italiano non sbaglia più nulla. Anzi, alza ulteriormente il livello: costruisce subito un margine di sicurezza, poi inizia a martellare giri veloci, uno dopo l’altro. Il distacco cresce, supera i dieci secondi, sfiora i quindici. È un dominio tecnico e mentale, una gestione da veterano.

Dietro, la lotta per il podio resta accesa. Piastri ritrova brillantezza e concretezza, conquistando un prezioso secondo posto dopo settimane complicate. Leclerc, invece, è protagonista di un duello durissimo con Russell: il monegasco resiste, attacca, si difende e alla fine strappa un terzo posto di grande valore.

Russell deve accontentarsi della quarta posizione, davanti a Norris e a Lewis Hamilton, penalizzato dalla ripartenza che lo vede scivolare dal podio fino al sesto posto. Completano la zona punti Pierre Gasly, Max Verstappen — insolitamente lontano dai vertici — Liam Lawson ed Esteban Ocon.

Ma il dato che più conta va oltre la singola gara. Con questa vittoria, Antonelli sale a 72 punti in classifica e si prende la leadership del Mondiale con nove lunghezze di vantaggio su Russell e ventitré su Leclerc. Numeri che certificano una realtà ormai evidente: non è più una promessa, è già un protagonista assoluto.

L’Italia, intanto, ritrova un primato che mancava da 21 anni, dai tempi di Giancarlo Fisichella. E torna a vincere in Giappone come non accadeva dal 1992, quando sul gradino più alto del podio salì Riccardo Patrese.

Suzuka incorona Antonelli. E, forse, segna l’inizio di una nuova era.

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