16 Agosto 2026, domenica
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Venerdì di scioperi: trasporti a singhiozzo e scuola ferma in tutta Italia

Dalle metropolitane delle grandi città agli istituti scolastici, la mobilitazione nazionale coinvolge più settori con modalità diverse: ecco dove e quando sono previsti i disagi

Un venerdì ad alta tensione per il Paese, con trasporti pubblici e scuola al centro di una mobilitazione che si preannuncia capillare e articolata. Il 27 marzo l’Italia farà i conti con una nuova giornata di scioperi proclamati da diverse sigle sindacali, ciascuna con rivendicazioni specifiche e modalità di adesione differenti. Il risultato sarà un mosaico di disagi, soprattutto per pendolari e famiglie.

Trasporti: città a rischio paralisi, ma con fasce garantite

Il comparto dei trasporti sarà tra i più esposti. Nelle grandi aree urbane, la circolazione di autobus, tram e metropolitane subirà rallentamenti e cancellazioni, con effetti variabili a seconda delle adesioni.

A Milano, i dipendenti del gruppo Atm incroceranno le braccia per l’intera giornata su iniziativa di Ai Cobas. I momenti più critici si concentreranno tra le 8.45 e le 15 e dalle 18 fino al termine del servizio, mentre nelle restanti fasce orarie saranno garantite le corse minime previste.

Situazione più circoscritta a Novara, dove il personale della Sun si fermerà per quattro ore, dalle 17.30 alle 21.30. A Torino, invece, lo stop interesserà i lavoratori di Arriva Italia dalle 16 fino a fine servizio, con possibili ripercussioni sulla mobilità serale.

Nel Mezzogiorno, a Napoli, lo sciopero riguarderà i servizi gestiti da Eav e avrà una durata di quattro ore, dalle 19 alle 23. L’azienda ha precisato che la regolarità delle corse dipenderà dal numero di lavoratori aderenti, invitando gli utenti a consultare gli aggiornamenti ufficiali per conoscere le ultime partenze garantite.

Alla base della protesta, soprattutto nel capoluogo lombardo, c’è la contrarietà ai processi di liberalizzazione e privatizzazione del trasporto pubblico locale, mentre a Napoli pesano questioni interne di natura aziendale.

Scuola e ricerca: stop per l’intera giornata

Parallelamente, il mondo dell’istruzione si fermerà completamente. Lo sciopero nazionale proclamato dal sindacato SISA coinvolgerà tutte le componenti del settore: docenti, dirigenti scolastici e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza distinzione tra lavoratori di ruolo e precari.

Una mobilitazione ampia, che punta a riportare al centro del dibattito il tema delle condizioni di lavoro nella scuola italiana.

Le ragioni della protesta: stipendi, precariato e riforme

Le rivendicazioni del comparto scolastico spaziano su più fronti. In primo piano c’è la richiesta di un aumento salariale del 20% netto, ritenuto necessario per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Accanto a questo, i sindacati chiedono l’assunzione stabile su tutti i posti vacanti, inclusi quelli del personale Ata, per contrastare un precariato ormai strutturale.

Tra le proposte avanzate figurano anche l’istituzione di un ruolo unico per i docenti, con parità di trattamento economico e orario lungo tutto il percorso scolastico, e una revisione delle modalità di selezione dei dirigenti, con l’ipotesi di un sistema elettivo interno in sostituzione dei concorsi.

Non mancano richieste più specifiche: dalla riduzione dei costi dei percorsi di specializzazione (Tfa) all’introduzione di nuove lingue straniere — come arabo, russo e cinese — nei programmi delle scuole superiori, fino a forme di pensionamento anticipato per il personale con invalidità significativa e lunga anzianità di servizio.

Una giornata complessa per il Paese

Il 27 marzo si profila dunque come una giornata complessa, segnata da un intreccio di vertenze che attraversano settori chiave della vita quotidiana. Se da un lato i disagi saranno inevitabili, dall’altro la mobilitazione rappresenta un nuovo segnale di tensione sociale, in cui trasporti e scuola tornano a chiedere risposte strutturali.

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