Un’operazione fulminea, pianificata nei minimi dettagli e portata a termine con modalità quasi paramilitari: è il profilo del maxifurto che ha colpito lo stabilimento Prada di Dolo, nel Veneziano, nelle prime ore del mattino.
Erano circa le 4 quando un gruppo composto, secondo le prime stime, da sei o sette persone è entrato in azione. Il commando avrebbe utilizzato più veicoli come arieti per sfondare l’ingresso della struttura produttiva, riuscendo così ad accedere rapidamente all’interno. Una volta aperto il varco, i ladri si sarebbero diretti con precisione verso l’obiettivo: centinaia di paia di scarpe griffate, sottratte in pochi minuti e destinate con ogni probabilità al mercato illecito. Il valore complessivo della refurtiva ammonterebbe a diverse centinaia di migliaia di euro.
Ma a colpire, oltre all’entità del bottino, è soprattutto la strategia adottata per garantirsi la fuga. Il gruppo avrebbe infatti disseminato lungo le vie di accesso allo stabilimento una serie di furgoni e automobili – tutte risultate rubate – posizionandole di traverso per bloccare eventuali interventi delle forze dell’ordine. Un espediente che ha effettivamente rallentato l’arrivo dei carabinieri, costretti a fermarsi nell’ultimo tratto e a proseguire a piedi per raggiungere il sito.
Quando i militari sono riusciti ad arrivare, il commando si era già dileguato, lasciando dietro di sé solo i mezzi utilizzati per il colpo e pochi elementi utili alle indagini. Determinante sarà ora l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, già acquisite dagli investigatori, che potrebbero fornire dettagli cruciali sull’identità dei responsabili e sulle fasi dell’azione.
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza degli stabilimenti industriali e sulla crescente sofisticazione delle bande specializzate nei furti su larga scala, capaci di colpire obiettivi di alto valore con operazioni rapide e coordinate. Le indagini proseguono senza sosta, nel tentativo di ricostruire la rete logistica del colpo e individuare i canali attraverso cui la merce potrebbe essere immessa sul mercato parallelo.
