27 Luglio 2026, lunedì
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Società e ombre sulla politica piemontese: il M5S chiede chiarezza immediata

Dopo l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano sui legami societari tra esponenti di Fratelli d’Italia e ambienti familiari vicini alla criminalità romana, i pentastellati sollecitano un’informativa urgente in Consiglio regionale

Un caso che solleva interrogativi pesanti sul piano politico e istituzionale, proprio mentre il Piemonte si prepara a ospitare uno degli appuntamenti simbolicamente più rilevanti nella lotta alle mafie. L’inchiesta pubblicata da Il Fatto Quotidiano accende i riflettori su una vicenda societaria che coinvolgerebbe esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia in Piemonte, aprendo un fronte di polemica destinato a lasciare il segno.

A intervenire con decisione sono Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, che parlano senza mezzi termini di un “quadro inquietante” e chiedono trasparenza totale su quanto emerso.

La società e i nomi coinvolti

Al centro della vicenda figura la società “Le 5 Forchette Srl”, costituita nel dicembre 2024 a Biella. Secondo quanto riportato, tra i soci figuravano nomi di rilievo della destra piemontese: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, la vicepresidente di Fratelli d’Italia Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà e il segretario provinciale del partito nonché assessore comunale Cristiano Franceschini.

Elemento particolarmente delicato riguarda la composizione delle quote: la maggioranza sarebbe stata detenuta da Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia aggravata dal metodo mafioso. Un dettaglio che, pur non implicando automaticamente responsabilità dirette, imprime alla vicenda una rilevanza politica difficilmente eludibile.

Le dismissioni e i nodi politici

Secondo le informazioni disponibili, gli esponenti politici coinvolti avrebbero già ceduto le proprie partecipazioni societarie. Una scelta che, tuttavia, non chiude la questione. Per il Movimento 5 Stelle resta infatti centrale il tema dell’opportunità politica e dei criteri di valutazione adottati nella fase iniziale.

“È necessario fare piena luce”, insistono i consiglieri pentastellati, sottolineando come la trasparenza rappresenti un prerequisito imprescindibile per la credibilità delle istituzioni.

La richiesta al presidente Cirio

Da qui la richiesta formale di un’informativa urgente in Consiglio regionale, rivolta al presidente della Regione Alberto Cirio. L’obiettivo è ottenere chiarimenti ufficiali su una vicenda che rischia di alimentare sfiducia e tensioni nel dibattito pubblico.

Parallelamente, il M5S sollecita una presa di posizione diretta da parte degli esponenti coinvolti, affinché chiariscano ogni aspetto della loro partecipazione societaria.

Un timing simbolico

La vicenda assume un peso ancora maggiore alla luce del calendario. Nei prossimi giorni, Torino sarà al centro delle celebrazioni nazionali per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un contesto che rende ancora più stringente, secondo i pentastellati, l’esigenza di trasparenza e rigore etico.

In gioco non c’è soltanto una polemica politica, ma il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Ed è proprio su questo terreno che la partita, ora, si fa più delicata.

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