5 Agosto 2026, mercoledì
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Drone contro la base italiana a Erbil: allarme nella notte, illesi i militari del contingente

Nel clima di crescente tensione regionale legato alla crisi con l’Iran, un drone di fabbricazione iraniana precipita nell’area della base che ospita il contingente italiano nel Kurdistan iracheno. Nessun ferito tra i militari: resta da chiarire se si sia trattato di un attacco mirato o di un velivolo fuori controllo.

Momenti di forte tensione nella base militare che ospita il contingente italiano a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove nella giornata di ieri un velivolo senza pilota si è schiantato nell’area dell’installazione senza provocare feriti tra i militari presenti.

Contrariamente alle prime informazioni circolate nelle ore immediatamente successive all’episodio — che parlavano di un possibile missile — le verifiche tecniche avrebbero chiarito che si è trattato di un drone di tipo Shahed, velivolo di produzione iraniana ampiamente utilizzato negli ultimi anni nei teatri di guerra del Medio Oriente.

Secondo quanto riferiscono fonti informate, il drone avrebbe colpito un mezzo militare presente nell’area della base, senza però interessare le strutture operative o gli alloggi del personale. Tutti i militari italiani sono rimasti illesi.

Le procedure di sicurezza

Subito dopo l’impatto sono scattate le procedure di sicurezza previste nei casi di possibile minaccia alla base. Il personale militare si è immediatamente rifugiato nei bunker protetti dell’installazione mentre venivano effettuate le verifiche sul tipo di velivolo e sull’eventuale presenza di altri droni in avvicinamento.

Il contingente italiano è rimasto per diverse ore nei rifugi blindati, in attesa del via libera delle autorità militari, mentre le squadre di sicurezza hanno messo in sicurezza l’area dell’impatto e avviato le prime analisi sui resti del drone.

Le verifiche preliminari hanno escluso la presenza di feriti o di danni significativi alle infrastrutture della base.

L’ipotesi del drone fuori rotta

Uno degli elementi che gli analisti militari stanno valutando riguarda la reale destinazione del velivolo. Secondo alcune ricostruzioni, il drone potrebbe non essere stato diretto deliberatamente contro la base italiana.

L’ipotesi al momento considerata più plausibile è che il velivolo abbia perso quota durante il volo, probabilmente a causa di un guasto o di interferenze, finendo per precipitare nell’area dove si trovavano i mezzi militari.

La traiettoria del drone e il punto di impatto saranno ora oggetto di analisi più approfondite per stabilire con certezza se si sia trattato di un incidente operativo o di un tentativo di attacco che non ha raggiunto il bersaglio previsto.

Il contesto della crisi regionale

L’episodio avviene in un momento di forte instabilità nel Medio Oriente. L’area dell’Iraq settentrionale, dove si trova Erbil, ospita diverse basi della coalizione internazionale impegnata nelle operazioni di addestramento e supporto alle forze locali nella lotta contro i gruppi jihadisti.

Negli ultimi anni queste installazioni sono state più volte oggetto di attacchi con razzi o droni da parte di milizie filo-iraniane attive in Iraq. L’uso di velivoli senza pilota, in particolare quelli della famiglia Shahed, è diventato sempre più frequente nei conflitti della regione, grazie al loro costo relativamente basso e alla capacità di colpire obiettivi a lunga distanza.

Questi droni, spesso definiti “munizioni circuitanti”, vengono lanciati verso un obiettivo e si schiantano su di esso provocando l’esplosione della carica trasportata.

La presenza italiana a Erbil

La base di Erbil rappresenta uno dei principali punti di presenza italiana nel teatro iracheno. Qui operano militari impegnati nelle missioni internazionali di addestramento, assistenza e supporto alle forze locali, nell’ambito delle iniziative della coalizione internazionale contro il terrorismo.

Il contingente italiano svolge attività di formazione, consulenza e cooperazione militare con le forze di sicurezza irachene e con i peshmerga curdi, contribuendo alla stabilizzazione dell’area dopo la sconfitta territoriale dello Stato islamico.

Proprio per il ruolo strategico della base e per la presenza di personale della coalizione, l’area è da tempo considerata un obiettivo sensibile da parte di gruppi armati attivi nella regione.

Indagini in corso

Le autorità militari stanno ora analizzando i frammenti del drone recuperati dopo l’impatto per determinare con maggiore precisione il modello utilizzato, il sistema di guida e la probabile area di lancio.

Un elemento decisivo sarà stabilire se il velivolo fosse programmato per colpire un obiettivo specifico oppure se abbia deviato dalla rotta prevista prima di precipitare nei pressi della base.

Nel frattempo restano elevate le misure di sicurezza nelle installazioni della coalizione presenti in Iraq, mentre i militari italiani continuano a operare sotto stretto monitoraggio della situazione di sicurezza nell’area.

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