24 Giugno 2026, mercoledì
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Piazza Affari apre in forte calo: pesa l’impennata del petrolio e la tensione in Medio Oriente

Avvio di settimana negativo per le borse europee, con Milano tra le più colpite. Il greggio vola oltre i 105 dollari al barile dopo gli attacchi alle infrastrutture iraniane e gli investitori temono un nuovo choc energetico globale.

L’inizio della settimana sui mercati finanziari europei si apre nel segno della prudenza — e soprattutto della paura. Lo spettro di un nuovo choc energetico, riacceso dagli attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ha innescato una fuga dal rischio che ha colpito in pieno le principali piazze del Vecchio Continente.

A scuotere gli investitori è stato soprattutto il balzo delle quotazioni del petrolio, tornate oltre la soglia dei 105 dollari al barile per la prima volta dal 2022. Il timore è che l’instabilità nella regione possa compromettere l’offerta globale di greggio proprio mentre l’economia mondiale resta fragile e ancora esposta agli effetti delle passate crisi energetiche.

Ad alimentare l’incertezza contribuisce anche il quadro politico iraniano: la nomina del figlio dell’ayatollah Ali Khamenei come nuova guida suprema del Paese viene letta da molti analisti come un segnale di possibile irrigidimento del regime, con il rischio di una crisi più lunga e complessa sul piano geopolitico.

Petrolio in rally, mercati sotto pressione

Il clima di tensione si riflette immediatamente sulle materie prime. Il petrolio Light Sweet Crude registra una seduta euforica, con un balzo vicino al 13%, mentre l’oro — paradossalmente — arretra fino a 5.095,6 dollari l’oncia, segno di prese di profitto dopo le recenti corse al bene rifugio.

Sul fronte valutario prevale la cautela: l’euro cede leggermente terreno sul dollaro, scivolando dello 0,27%. Gli investitori privilegiano la valuta americana, tradizionale porto sicuro nei momenti di tensione internazionale.

Anche il mercato obbligazionario manda segnali di nervosismo. Lo spread tra Btp e Bund torna a salire fino a quota 82 punti base, con un incremento di 7 punti nella seduta, mentre il rendimento del Btp decennale si attesta al 3,73%.

Europa in rosso

Le borse europee reagiscono con vendite diffuse. A guidare i ribassi è Francoforte, che lascia sul terreno il 2,56%. Pesante anche Londra, in calo dell’1,76%, mentre Parigi arretra del 2,42%.

Il quadro generale conferma un ritorno dell’avversione al rischio: gli investitori temono che un nuovo shock energetico possa riaccendere l’inflazione e complicare ulteriormente le politiche monetarie delle banche centrali.

Piazza Affari tra le peggiori

A soffrire particolarmente è Piazza Affari. Il FTSE MIB perde il 2,39%, proseguendo la scia negativa iniziata giovedì scorso e arrivando al terzo ribasso consecutivo. Sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share, che cede il 2,43% scivolando fino a quota 45.534 punti.

Debole anche il comparto delle medie capitalizzazioni: il FTSE Italia Mid Cap arretra del 2,19%, mentre il FTSE Italia Star perde l’1,98%.

Il clima di vendita colpisce in particolare il settore bancario e quello industriale, tradizionalmente più sensibili alle prospettive di crescita economica.

Pochi titoli in controtendenza

In un listino dominato dal rosso, i titoli positivi sono pochi. Tra i migliori del FTSE MIB spicca Nexi, che guadagna il 3,66%. Bene anche Lottomatica (+1,12%) e ENI (+0,56%), sostenuta proprio dal rialzo delle quotazioni petrolifere.

Sul versante opposto si registrano forti vendite su Prysmian, che cede il 5,51%, risultando il peggior titolo del listino principale. Pesante anche Unicredit (-3,90%), mentre Banca Popolare di Sondrio arretra del 3,82% e Banco BPM perde il 3,58%.

Tra le mid cap, l’unica nota positiva è Alerion Clean Power, in rialzo dell’1,61%. In fondo al listino si collocano invece Danieli (-3,78%), Fiera Milano (-3,77%) e Safilo (-3,67%).

Mercati in attesa

La sensazione dominante sui mercati è quella di una fase di attesa carica di tensione. Gli operatori guardano con crescente preoccupazione agli sviluppi in Medio Oriente, consapevoli che un’escalation del conflitto potrebbe trasformarsi rapidamente in un nuovo shock energetico globale.

Per le borse europee, già provate da mesi di volatilità, la settimana si apre dunque sotto il segno dell’incertezza. E molto dipenderà da ciò che accadrà nei prossimi giorni sullo scacchiere geopolitico.

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